← Back
immagine-grande

Sotto un cielo di fuoco

Michele Albini

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
Cachet:Information reserved for Organizers
Edit Tag

Direction: Michele Albini

Dramaturgy: Michele Albini

Actors: Michele Albini, Gennaro Barile, Francesca Castaldo, Eugenio Delli Veneri, Vincenzo De Matteo, Riccardo Maio, Andrea Stringile.

Other credits: Consulenza storica: Associazione Culturale “Pontelandolfo Città Martire” Consulenza linguistica: Gabriele Palladino Scenografie: Nicola Lupacchino e Romeo Albini Costumi: Mathias Masi e Barbara Caracci Colonna sonora: Marco Berardi Armi di scena: Nicola Lupacchino Trucco: Eleonora Di Muraglia Promozione: Federica Patuto Aiuto regia: Barbara Caracci Direzione Artistica: Michele Albini

Key words:

Production: Spettacolo prodotto con fondi europei Next Generation EU, in collaborazione con il Ministero della Cultura, Comune di Pontelandolfo, ItaliaDomani.

Year of production: 2025

Theatrical genre: Prose

SOTTO UN CIELO DI FUOCO nasce dall’esigenza di raccontare la tragedia di Pontelandolfo del 14 agosto 1861 in una forma che non sia solo storica, ma anche simbolica e universale. Per questo motivo, la scelta registica si concentra su un impianto essenziale, dove sette attori si alternano nell’interpretazione di tutti i protagonisti della vicenda. Questa soluzione mira a sottolineare che le vittime, i carnefici, i sopravvissuti e i testimoni potrebbero essere chiunque: il volto cambia, ma il destino resta lo stesso.

La struttura della messa in scena segue un andamento ciclico. La vita quotidiana del paese viene presentata in modo vivace e coinvolgente, per creare un forte contrasto con la tragedia imminente. Il pubblico vie-ne immerso in un’atmosfera di festa, con dialoghi realistici e momenti di leggerezza, per poi essere progressivamente condotto verso la catastrofe. Questa transizione è accentuata dall’uso del ritmo scenico, che inizialmente è ampio e disteso, ma si fa via via più serrato e drammatico, con continui fade di origine cinematografica.



La narrazione è guidata da due entità simboliche: Anima e Anima Nera. Una incarna lo spirito di Pontelandolfo, la memoria che ogni anno rivive il massacro del paese. L’altra, invece, rappresenta il destino ineluttabile, il meccanismo che porta inevitabilmente alla distruzione. Il loro dialogo è una sfida tra il desiderio di cambiamento e la cruda realtà degli eventi storici. Si può dire che Anima Nera è la nemesi di Anima, ma in un modo più sottile e complesso rispetto al classico antagonismo. Anima rappresenta il dolore, la memoria e l’impotenza di fronte al destino, mentre Anima Nera è la forza inesorabile del fato che spinge gli eventi nella direzione che devono prendere. Il loro confronto non è solo uno scontro, ma una danza inevitabile tra speranza e necessità, tra emozione e destino.



La scenografia è essenziale, con pochi elementi funzionali che suggeriscono gli ambienti senza definirli rigidamente. L’attenzione si concentra sui corpi e sulle voci degli attori, che si trasformano di volta in volta, dando vita ai vari personaggi. Anche i costumi seguono questa logica: non c’è una caratterizzazione troppo specifica, proprio per mantenere quell’idea di universalità.

Le luci giocano un ruolo fondamentale nel sottolineare i passaggi emotivi della narrazione: calde e avvolgenti nei momenti di festa, fredde e taglienti man mano che la tragedia si avvicina. Anche il suono accompagna questo viaggio: rumori di vita quotidiana si mescolano a canti popolari, fino a lasciare spazio a un’atmosfera sempre più pesante e pressante.



Nel complesso, lo spettacolo vuole essere non solo un racconto di ciò che è accaduto, ma un’esperienza che coinvolge il pubblico, portandolo a riflettere sulla ripetizione della storia e sulla fragilità delle comunità di fronte ai grandi eventi.

Information reserved for Organizers

Information reserved for Organizers

Buy play