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Non mi è mai morto nessuno

PIÈFFE

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Romina Presicci

Drammaturgia: Romina Presicci

Attori: Marco Fabrizi

Altri crediti: Sound designer: Pierdomenico Niglio

Parolechiave: Morte, figli, genitori, monologo, commedia

Produzione: PIÈFFE

Anno di produzione: 2025

Genere: Prosa

SINOSSI

Cosa succederebbe se un personaggio di fantasia approdasse nella realtà e si rivolgesse a noi per chiederci aiuto?

"Non mi è mai morto nessuno" è la storia di Alfredo, un giovane operatore funebre che si ritrova a dover gestire da solo l’allestimento della camera ardente di un noto attore appena scomparso. Quella mattina, Alfredo è rimasto bloccato in ascensore con la figlia del defunto e non è riuscito a consolarla quando lei ha iniziato a piangere. Questo incontro lo scuote profondamente, facendolo riflettere sul suo distacco emotivo dal dolore. Mentre prepara la sala, Alfredo trova nel pubblico l’unico confidente a cui può rivolgersi, interagendo con esso come se cercasse risposte sincere a domande inquietanti. Il suo atteggiamento dissacrante verso la morte, si svela attraverso un flusso di pensieri e ricordi, che affiorano imprevedibili, rivelando la sua solitudine e le esperienze che l’hanno plasmato.



NOTE DI DRAMMATURGIA E REGIA

"Non mi è mai morto nessuno" è un monologo tragicomico che esplora il paradosso della vita di Alfredo, un operatore funebre. Immerso quotidianamente nella morte, Alfredo si trova a confrontarsi con la sua totale assenza di esperienza personale del lutto.

Il monologo diventa un viaggio emotivo, dove il protagonista si interroga sul significato della morte, sulla solitudine e sulla possibilità di una vita autentica. Il tema centrale è l'incapacità di Alfredo di scegliere il proprio destino. La commedia si tinge di malinconia, rivelando la fragilità di un uomo che cerca disperatamente un senso in un mondo dove la morte è routine, ma la vita è un enigma.

Lo spettacolo si articola in una dinamica alternanza tra il presente scenico e i ricordi di Alfredo. Il "qui e ora" vede Alfredo interagire direttamente con il pubblico, in un dialogo che abbatte la quarta parete e lo pone al centro di una surreale camera ardente. Questi momenti si intrecciano con i passaggi di Alfredo sul tappeto, che funge da portale per la sua memoria. La Morte, figura guida e mattatrice, orchestra questi flashback, rivelando frammenti della vita di Alfredo, segnata da un soffocante ambiente familiare e da una latente ossessione per la morte. Realtà e memoria si fondono, creando un percorso emotivo che spinge Alfredo a una progressiva presa di coscienza, culminando in un confronto diretto con la Morte e in una scelta esistenziale definitiva.

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