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IL MIO NOME ORA HA IMPORTANZA

Tita Giunta

Genere Prosa
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Regia: FABIO ROSSINI

Drammaturgia: FABIO ROSSINI

Attori: TITA GIUNTA

Altri crediti: Progetto luci di Vincenzo Santagata, Scenografie di Erika Santagada, Consulenza musicale e musiche di Giorgio Bolognese

Parolechiave: Donna, violenza, rinascita, ironia, prigione

Produzione: Produzione Indipendente del 2024 di artisti singoli, non Associazione- debutto realizzato in collaborazione con l\'associazione \"Le coccole di mamma Irene\" e la Circoscrizione 2 di Torino

Anno di produzione: 2024

Genere: Prosa

“Il mio nome ora ha importanza” racconta tante vite in una sola, per puntare il dito contro la violenza in ogni sua forma, fisica, mentale ed emotiva, contro l’incapacità di ascoltare una figlia e le sue paure, le sue fragilità, contro l’incapacità di accettare l’altro per ciò che è e non per l’idea che ci siamo fatti di lui; intende promuovere una cultura pronta a liberarsi degli stereotipi e dei pregiudizi per affermare un modello relazionale che smetta di essere fondato sull’aggressività, e desidera, inoltre, aiutare giovani e adulti, mogli e mariti, studenti e docenti, figli e genitori, ad avere gli strumenti per riconoscere i fenomeni imputabili a queste violenze e contrastarli.
Sulla scena, una Sara poliedrica…ora allegra, ora triste, ora arrabbiata ora romantica, ora sensuale ora riservata, ora catatonica ora in piena crisi di panico; la sua vita è un susseguirsi di vicende e parole che hanno minato profondamente la sua autostima, che l’hanno portata dapprima a rinchiudersi in se stessa e poi a rifiutare qualsiasi forma di socialità.
Sara è una donna forte, curiosa ed altruista ma è anche una donna ferita, devastata, inerme…Sara è spiritosa, ironica, empatica ma anche assente e profondamente afflitta.
Sara è una donna, una mamma, una figlia, un’adolescente, una bambina, intreccia in sé situazioni difficili vissute in ogni fase di crescita, e per questo arriva a tutti, tocca profondamente ogni età e diversi importanti temi su cui riflettere insieme al pubblico: anoressia, scarsa autostima, fuga dalla realtà, violenza psicologica, agorafobia.
Il mio nome ora ha importanza è una denuncia, un’accusa, un monito: con le sue parole la protagonista ci invita a riflettere su come la violenza delle parole e delle azioni possa essere devastante per la psiche di chi la subisce.
Il mio nome ora ha importanza è un’esortazione al dialogo, all’ascolto e all’attenzione, è un invito ad aprirsi e ad ascoltare, a smettere di sminuire tutto con un “tanto tu sai cavartela da sola”; ma è anche un invito a non credere che tutto sia perduto, a ricordare che all’improvviso può capitare qualcosa (o qualcuno) nella nostra vita - “un vasto campo pieno di mucche ed asinelli”- pronto a darci la chiave per aprire i cancelli mentali che ci tengono prigionieri.
Il mio nome ora ha importanza è un incoraggiamento ad afferrare, senza timore, le mani che ci vengono offerte, è uno stimolo a combattere per cancellare le ombre del passato che ci tengono in catene.
Il mio nome ora ha importanza è un incoraggiamento a inseguire e cogliere la gioia di una nuova esistenza.

Informazione riservata agli Organizzatori

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