Direction: Lucilla Mininno
Dramaturgy: Lucilla Mininno
Actors: Con Francesco Godina, Malvina Ruggiano, Francesco Zecca E con (in video) Giovanni La Fauci, Lucilla Mininno
Other credits: Video design - Den Baruca Musiche – Giovanni La Fauci, Danilo Orbitello, Stefano Barbagallo Scene - Giovanni La Fauci Direttore di scena e disegno luci - Stefano Barbagallo Costumi - Giovanni La Fauci, Cinzia Preitano
Key words: Gilgameš, Immortalità, Umano, Diluvio, Multimediale
Production: Officina Teatrale di Massimo Venturiello
Year of production: 2025
Theatrical genre: Prose Other
L’Epopea di Gilgameš, antica opera letteraria sumero/babilonese, narra di un uomo, Gilgameš, che compie un viaggio alla ricerca dell’immortalità. È la prima testimonianza tangibile della crisi dell’uomo al cospetto della morte. Accade quanto la concezione condivisa del tempo circolare viene dissolta da quella antagonista del tempo lineare. La meta del viaggio di Gilgameš diventa di fatto la conquista di una narrazione della morte che tocchi le viscere e restituisca il senso del dopo, dell’immortalità, e, di conseguenza, il senso della vita stessa...
Molto più tardi, Ingmar Bergman, ne Il settimo sigillo, racconta i dubbi dell’uomo moderno, un uomo che, dilaniato dalla crisi delle certezze del dogma religioso, si ritrova di nuovo nudo e crudo di fronte al dilemma della morte. L’uomo moderno è orfano di una narrazione collettiva che dia senso alla fine e, con essa, alla vita. Si ritrova solo, stretto nelle maglie di un tempo, quello logico della scienza, che procede in un’unica direzione, fatta di attimi unici e irripetibili. La morte vince. La scienza rinuncia ad ogni spiegazione e narrazione possibile del dopo...
E oggi? Nell’era della dematerializzazione, tra le rovine della modernità e un tempo che nell’iperrealtà perde i suoi confini, mutando di nuovo la sua natura, in che posizione è l’uomo a cospetto della morte? Che partita si è aperta? Come affrontarla? Come ritrovare il senso dell’immortalità?
Nello spettacolo, attraverso un linguaggio multimediale in cui mito e contemporaneità si fondono e generano una dimensione onirica di spazio tempo, Gilgameš rappresenta l’emblema dell’Occidente, l’emblema dell’uomo che vuole ogni cosa e si spinge troppo oltre, a discapito della natura e dell’essere umano stesso. Gilgameš è il padrone del mondo, un mondo che devasta con i progressi criminosi della scienza e della guerra, con il potere cieco del denaro e le conquiste disumane della tecnica. Alla ricerca dell'immortalità, sfidando tanto la scienza quanto il divino, Gilgameš opprime il popolo, distruggendo la natura e sacrificando molti innocenti... fin quando la natura e la sua stessa condizione di essere umano gli si rivoltano contro...
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