Regia: Monica Bonomi
Drammaturgia: Livia Bonetti
Attori: Livia Bonetti, Luca D'Addino
Altri crediti: assistente alla regia Alice Bonvini con Livia Bonetti, Luca D'Addino musica Giulia Bertasi e Lorenzo Pisanello costumi Alessandra Marina consulenza scenografica Marina Conti realizzazione scenografica Simona Venkova parrucco Alessandra Marcotti grafica Michele Brusasca foto di scena Fosca Piccinelli Menzione speciale al Premio di Drammaturgia Contemporanea Giuseppe Bepo Maffioli, CTT e Teatro Stabile del Veneto Un grazie particolare a Danio Manfredini, Campo Teatrale, Collettivo Clown, La Tana degli Artisti, Z.I.A.
Parolechiave: tragicomico, lutto, creazione artistica
Produzione: Livia Bonetti
Anno di produzione: 2025
Genere: Prosa
PREMESSA
Il testo nasce nella sua idea primitiva durante un laboratorio di drammaturgia tenuto da Liv Ferracchiati. Successivamente, la prima stesura è avvenuta con la collaborazione tra Livia Bonetti e Francesco Bianchi.
L’incontro tra Livia Bonetti, Luca D’Addino e Monica Bonomi ha permesso la creazione di un gruppo di lavoro finalizzato alla messa in scena del testo. Le stesure successive sono avvenute sotto la supervisione di Monica Bonomi. La collaborazione si è arricchita della presenza di Alice Bonvini come assistente regia, Giulia Bertasi per le musiche originali, Alessandra Marina per i costumi, Marina Conti come consulente scenografa e Simona Venkova per la realizzazione. Un gruppo felice, soprattutto per il D’Addino, visto che siamo tutte donne!
SINOSSI
Alice, chiusa in una camera d’albergo cerca ispirazione creativa per un nuovo romanzo. Ma davanti al foglio bianco resta paralizzata. A disturbare la ricerca delle parole giuste con cui iniziare, ci sono figure maschili che appaiono magicamente e che a volte sembrano partorite dalla protagonista. Tra immaginazione e realtà, i piccioni - che covano sul davanzale della sua finestra - fanno irruzione dentro la sua stanza, o meglio, interferiscono nella sua mente come un disturbo continuo. Quello che apparentemente è un isolamento sterile, in realtà si traduce in un’occasione per sfondare la parete di un antico dolore mai affrontato dalla scrittrice, ma necessario per farsi attraversare dalla levità del volo.
Un viaggio surreale e tragicomico nella creazione artistica che si nutre non solo di immaginazione ma anche di quegli oggetti interni che popolano la nostra coscienza.
PROGETTO DI REGIA
Un tappeto di 4 x 4 metri disegnerà lo spazio. Tutto si svolge tra il tappeto e le sue estremità,
nessuna componente realistica entrerà nella scena, fatta eccezione che per pochi oggetti e una
macchina da scrivere; uno spazio che si definisce come il luogo della mente della protagonista in
cui i personaggi interagiscono. Un allestimento agile e leggero pensato per luoghi anche non
convenzionalmente teatrali.
Informazione riservata agli Organizzatori
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