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DIARIO DI UN PAZZO

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Genere Prosa
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Regia: FRANCESCO MEONI

Drammaturgia: Nikolay Vasil Evic Gogol

Attori: FRANCESCO MEONI

Altri crediti: scene e costumi Marta Montevecchi. Light Designer Giuseppe Filipponio

Parolechiave: Solitudine, Invisibilità, Accettazione, Amore, Follia

Produzione: La BM Produzioni è una giovane società che si occupa di produzione e produzione esecutiva (teatro e musical) nata nel 2024 dall’esperienza e competenza professionale del suo fondatore,

Anno di produzione: 2025

Genere: Prosa

Ciò che mi ha sempre attratto in questo racconto non è tanto la fascinazione del pazzo, quanto la solitudine , la mancanza di accettazione, quella conscia o inconscia ribellione nel costruirsi un’ altrove. La malattia come sopravvivenza, probabilmente unica anestetizzante risposta. La mancanza d’ amore, quel senso di inadeguatezza che ci fa guardare agli altri con invidia o rabbia, come meta di felicita lontane, che ci fa sognare riscatti sempre posticipati, rende facile l’empatia con questo anti eroe, riverbero di qualcosa insito in noi . Quante aspettative, quante frustrazioni si stratificano, sempre in attesa che quell’ effimero senso di giustizia ci restituisca ciò che riteniamo ci spetti, e quanto incolpiamo sempre qualcosa o qualcuno per le nostre sfortune, per i nostri dolori, quanti alibi pur di nascondere a noi le verità meno gradite in un asfissiante rimuginare? Come una lente di ingrandimento incombe la nostra presenza sulla misera stanza di Aksentij, che, prima ancora che manicomio, è prigione della testa, scatola cranica di illusioni, dove come fantasmi, prendono forma paure, insicurezze fino farle diventare maschera, rifugio e consolazione nell’ insensatezza del vivere, nella sopportazione del destino che gli è toccato in sorte. Gogol nel Cappotto dice del suo protagonista, un consigliere titolare come il nostro Aksentij :
Scomparve un essere che nessuno difendeva , che non interessava a nessuno e non aveva neppure attirato l’ attenzione del naturalista ,il quale non trascura di infilzare su uno spillo una comune mosca per osservala al microscopio.
Non si può rimanere sordi alla richiesta di aiuto che ci urla il nostro uomo nella sua solitudine che è la stessa che combattiamo con tanto rumore ogni giorno del nostro vivere.

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