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La voce degli altri

Teatro a Manovella

Genere Prosa
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Regia: Massimo Alì

Drammaturgia: Leonardo Venturi

Attori: Roberto Caccavo, Giorgia Tomasi, Giulio Mayer

Altri crediti: musiche originali Lorenzo Maiani scene Massimo Alì assistente regia Angela Pisana

Parolechiave: doppiaggio, commedia, conflitto, relazioni, retrospettiva

Produzione: Teatro a Manovella

Anno di produzione: 2023

Genere: Prosa

LA VOCE DEGLI ALTRI Commedia in due atti. Testo di Leonardo Venturi SINOSSI:
Uno studio di doppiaggio degli anni novanta a Roma. Non un posto dove nascono i
sogni, ma dove i sogni vengono trattati e lavorati per essere accessibili a tutti. In
questo non luogo si incontrano tre persone: un uomo, una donna e una voce. Sono lì
per doppiare un cartone animato. L’uomo, Angelo, è uno stimato nel suo mestiere,
dopo anni di onesta professione vorrebbe definitivamente sfondare per essere ricordato.
Ed essere ricordato, citato, amato è in fondo la sua ossessione. La donna, Susanna, è
un’attrice teatrale prestata al doppiaggio, una donna intelligente e acuta che si dedica
anima e corpo al proprio lavoro. La voce è quella di Walter, direttore del doppiaggio,
che sta in regia e non si vede mai, dirige la baracca e i burattini, detta i tempi del
lavoro e delle pause, unisce e divide i suoi doppiatori a suo piacimento, come un
ironico, piccolo Dio minore. Il cartone animato parla di una fattoria: c’è il Bue Alvaro
interpretato da Angelo e c’è la Tartaruga Camilla interpretata da Susanna. Un solo,
piccolo problema: Angelo e Susanna anni prima erano fidanzati. Non si sono lasciati
bene, tutt’altro. Non sapevano che si sarebbero ritrovati proprio oggi uno di fronte
all’altra a dover destreggiarsi tra un doppiaggio assurdo e piccole grandi ruggini che
cominciano a uscire fuori man mano che il lavoro va avanti. La battaglia è su due
fronti: professionale e umano e l’esito non è affatto scontato. Walter farà da arbitro,
lasciando o non lasciando spazio di manovra ai due contendenti. La voce degli altri si
inserisce nella vena della commedia italiana di stile classico e un po’ retrò: laddove si
ride c’è comunque da aspettarsi un retrogusto amaro.

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