Direction: Alessandra Chieli
Dramaturgy: Alessandra Chieli
Actors: Alessandra Chieli
Other credits: Di e con: Alessandra Chieli Assistente alla regia: Emma Tramontana Musiche originali: Michele Mandrelli e Toni Virgillito Disegno sonoro: Alessandra Chieli e Michele Mandrelli Disegno coreografico: Julianne Ricciardi Costumi: Armida Kim Supervisione tecnica luci e scene: Stefan Schweitzer Foto di scena: Andrea Montini Regia: Alessandra Chieli Debutto al Campania Teatro Festival 2025
Key words: Bachmann, teatro contemporaneo, ricerca, amore, poesia
Production: Con il sostegno di: Teatro Macondo | C.A.P.I. - Teatro di Anghiari - Residenza della Toscana (Armunia – CapoTraveKilowatt) - Lavoro finalista Premio Dante Cappelletti 2023
Year of production: 2025
Theatrical genre: Prose
Il Canto sulla Polvere è un’invocazione all’amore come pratica rivoluzionaria contro l’ordine del mondo. Un processo surreale in cui Dio è chiamato a rispondere del dolore e dell’amore, mentre due giovani — Jennifer e Jan — rivivono, tra flashback e visioni, la loro storia. Tra poesia, interrogatori, stanze d’albergo e figure messaggere, si consuma un atto d’accusa contro l’oblio e l’indifferenza. Un tributo alla scrittura radicale e visionaria di Ingeborg Bachmann, dove la lingua è insieme fuoco e ferita, sogno e resistenza.
La voce di Bachmann, incarnata da un unico corpo in scena, dà vita a storie e personaggi e interroga il rapporto intimo con il tempo, con un oggi inevitabile e non eludibile. Identità, amore, solitudine e condizione umana emergono attraverso un linguaggio che alterna sospensione e precisione, ambiguità surreale e bruschi ritorni alla realtà.
La drammaturgia, composta da scrittura originale e ricomposizione di testi di Bachmann, ha come nucleo il radiodramma noir e surreale Il buon Dio di Manhattan. Il testo si sviluppa su più piani temporali in una partitura in cui luce, voce, suono e corpo si intrecciano, generando paesaggi rarefatti e zone d’ombra in cui abbandonarsi — quel buio immaginifico proprio del radiodramma, di cui Bachmann è stata figura fondativa.
La luce lavora per sottrazione: ombre più che illuminazioni, stanze mentali e spazi evocati — l’aula di tribunale, la camera d’albergo, il luogo del ricordo, forse la mente stessa di Bachmann.
La drammaturgia del corpo, sviluppata con la danzatrice e coreografa Julianne Ricciardi, trasforma il corpo in cassa di risonanza della parola: tensioni, sospensioni e sguardi animano una fisicità precisa, in cui il gesto diventa atto concreto di pensiero.
Il suono, curato con il musicista Michele Mandrelli, si articola tra sound design e composizione musicale: da un lato i paesaggi sonori evocati dai testi, dall’altro una trama musicale che accompagna e attraversa gli stati emotivi, fondendosi con la voce e il corpo in un unico flusso.
NOTA: nel sito è caricato il video del debutto al Campania Teatro Festival, presentato per esigenze tecniche del festival in allestimento bianco, che ha rivelato una nuova forza visiva e flessibilità del progetto; il video è tecnicamente meno definito, ma la replica è più matura dell’anteprima. Nella sezione Immagini e Materiali troverete la versione in nero dell’anteprima nella sua forma originaria in nero che restituisce con maggiore precisione la qualità sonora, visiva ed estetica dell’opera (la stessa del trailer).
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