Regia: Alfredo Maria Le Boffe
Drammaturgia: Alfredo Maria Le Boffe
Attori: Francesco Grisolia, Giuliana Giovene di Girasole, Maria Gabriella Diana, Mattia Aldieri. In voce registrata: Gianfranco Gallo, Sara Vitagliano, Carlo e Isabella Le Boffe
Altri crediti: Scenografia Luca di Napoli, Musiche originali Giuseppe Maria Bottino, Luci Marco Gravina, Aiuto regia Roberto Incerti
Parolechiave: Scrittura, sogno, esistenzialismo
Produzione: Teatro Stabile di Catania, diretto da Luca de Fusco
Anno di produzione: 2023
Genere: Prosa
L’ospite inatteso è qualcuno o qualcosa con la quale prima o poi siamo chiamati a fare i conti: un fardello, una paura, un rimorso, un risentimento.
L’espressione teatrale e letteraria in genere ha, può avere, valore catartico, spingere la nostra personale evoluzione e accompagnarla, elaborare e sezionare le nostre esperienze.
Sul palcoscenico avviene l’esorcismo che caccia via demoni ingombranti e permette attraverso la condivisione di percepirsi invincibili almeno per tutto il tempo della rappresentazione.
Nico Speranza è un giovane scrittore di successo con una vita sentimentale appagante, ma lo stesso sembra agitarsi inquieto fin dal principio, preda di chissà quale paura o ansia: tutto deve restare provvisorio, niente è definitivo. Non vuole mettere punti. Non vuole sentirsi prigioniero in un ruolo, in uno spazio, in un tempo:” Tutto ciò che è provvisorio è affascinante ci affanniamo solo per vedere come va a finire”, “Le porte devono essere lasciate aperte!”
Cosa nasconde questa inquietudine? In Nico si accentua quella che è poi in tutti gli uomini la paura di finire senza aver abbastanza detto, fatto, vissuto.
Nico decide di interrompere la serie di romanzi che gli ha dato successo, insofferente oramai all’etichetta dalla quale si sente minacciato come da un definitivo marchio a fuoco e attende, non senza ansia e preoccupazione l’editore al quale deve comunicare il cambio di rotta.
Più che delle possibili conseguenze economiche, pratiche, legali, Nico sembra preoccupato del fatto che provino e alla fine riescano a fargli cambiare idea.
Poi accade l’imponderabile.
I personaggi arrivano dalla fortunata serie di romanzi di cui Nico è l’autore; irrompono ad uno ad uno sulla scena chiamati in vita dalla paura di morire:” D’altronde la vita non le sembra un’ottima ragione per morire?” Da qui, superata l’incredulità e lo stupore, si alterneranno momenti di seria riflessione, di lucido umorismo che spesso appare la chiave di volta di ogni verità, implacabile realismo, e poi, la svolta finale in cui Nico percepisce in un sogno il motivo del suo dolore latente mai conclamato: la perdita del padre e la convinzione di non essere stato amato abbastanza.
Il male è estirpato dal suo nascondiglio e dopo aver capito che “quel che è mio mi è stato dato e qualcuno in qualche posto aspetta di riceverlo” potrà forse riprendere la sua strada con più leggerezza.
Informazione riservata agli Organizzatori
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