Regia: Salvatore Valentino
Drammaturgia: Francesca Imperadori, Salvaotre Valentino, Tutor Giuliana Musso
Attori: Valeria Battaini, Francesca Imperadori, Anna Scola.
Altri crediti: Con il supporto IDRA Teatro, Qui e Ora residenza e il Comune di Brescia.
Parolechiave: infanzia, trauma, educazione, memoria, disobbedienza
Produzione: Produzione Sineddoche Teatro
Anno di produzione: 2023
Genere: Prosa
Immaginiamo di essere ancora bambinə e che uno dei nostri genitori, o un nostro parente prossimo, ci porti davanti a un grande portone. Il portone si apre e una donna senza sorrisi, vestita di nero dalla testa ai piedi, ci fa entrare, mentre chi ci ha accompagnato si gira e se ne va. Noi restiamo solə in questo spazio sconosciuto, mentre il grande portone alle nostre spalle si richiude. Si fa notte, nessuno viene a riprenderci. Tre donne in scena, tre storie di vita reale tra il prima, il durante e il dopo orfanotrofio. Tre personaggi, ognuno dei quali incarna una conseguenza della catena del danno: la follia, la rabbia, la negazione. Tre archi evolutivi che ci mostrano la genesi del legame invisibile che si crea con il proprio carnefice. Solo alla fine dello spettacolo, quando il climax di queste storie ci mostra fino in fondo tutte le atroci conseguenze di un'educazione senza amore, una delle tre donne ci offre una possibile soluzione per spezzare questa catena e riconoscere il danno ancora prima che abbia tempo di attecchire: “Io sono riuscita a vedere l’ingiustizia di quel posto, il disprezzo delle suore, la loro aridità, perché ero stata nutrita di fiducia da mia madre, prima di entrare lì dentro. Mi aveva fatta sentire giusta. [...] Per questo quando mi chiedono come faccio ad essere così allegra nonostante tutto quello che ho vissuto, io dico sempre che la mia non è stata una storia di odio, ma una storia d’amore. ”
BAMBINE CARE ha per tema la vita in orfanotrofio, ed è stato ispirato da un luogo: un ex orfanotrofio femminile, oggi sede della compagnia Sineddoche Teatro, a Montichiari in provincia di Brescia. Le “bambine care” , ospiti dell’orfanotrofio femminile Fratelli Marazzi, dagli anni ‘40 agli anni ‘60, sono oggi delle signore anziane che, attraverso diverse interviste, hanno lasciato a Sineddoche Teatro la loro testimonianza. Dall’ascolto dei loro racconti, un insieme di aneddoti a tratti assurdi, a tratti terribili, drammatici, si è fatto spazio un forte sentimento di ingiustizia che ha spinto la compagnia a volerne fare un soggetto drammaturgico e a immaginare un teatro che rimette al centro l’esperienza vissuta, la onora e, se possibile, la consola. La grande mole di materiale emerso dalle interviste è stato condensato e sintetizzato in tre aspetti fondamentali che caratterizzano forme di difesa dai danni subiti: la rabbia, la negazione, la follia. “[...] si potevano pure spaccare le dita sul mio sedere che triste come loro non lo diventavo, neanche morta. E infatti più ne prendevo e più ridevo. Ridevo in faccia alla suora. Ma lo so che non è normale. Mi stavano facendo impazzire lì dentro [...]” .
Informazione riservata agli Organizzatori
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