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In the name of darkness, magic and vulnerability

Michela Depetris/Codeduomo ets

Play in the repertoire

Theatrical genre
Dance Performance
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Regia: Michela Depetris

Drammaturgia: Michela Depetris

Attori: Michela Depetris Aurelio Di Virgilio

Other credits: Concept, creazione, testi e coreografia: Michela Depetris
Performance: Michela Depetris, Aurelio Di Virgilio
Voce: Bianca Stoppani
Sound design: Pony Esposito
Collaborazione artistica: Teodora Grano
Accompagnamento alla ricerca: Marta Olivieri, Valerie Tameu
Luci: Consuelo Donati (Collettivo Clon_e)
Tutor suono live: Enrico Malatesta
Produzione: Codeduomo ETS

Key words: Partecipazione, immaginazione, collettività, ripetizione, cooperazione

Production: Produzione Codeduomo Con il contributo di Culture Moves Europe e Residenze Coreografiche Lavanderia a Vapore, Fondazione Piemonte dal Vivo, con il supporto di Base, La Caldera_Barcelona, Linha de Fuga

Year of production: 2026

Theatrical genre: Dance Performance

Cosa significa oggi coesistere in una realtà che sconfina nell’irreale?

Può il caos assumere le forme di un nuovo domani?

Può l’immaginazione aprire una breccia nelle urgenze?



IN THE NAME OF DARKNESS, MAGIC AND VULNERABILITY è un progetto partecipativo di coreografia, installazione, suono e scrittura. Si presenta come un dispositivo coreografico immersivo in loop, in cui il pubblico indossa auricolari wireless e compone la scena e la danza da dentro insieme a lx performers. Nelle cuffie si trasmettono due tracce contemporaneamente che assegnano al pubblico due ruoli, uno contemplativo e uno partecipativo, e si compensano reciprocamente attivano i corpi sulla scena. L’ambiente è composto da un’installazione che avvolge, contiene e lascia emergere gli accadimenti. Lo sviluppo della performance in loop permette al pubblico e a lx performers di affondare insieme nella drammaturgia, addentrandosi in un viaggio ignoto che si rivela sempre più familiare e distopico nella sua ripetizione. La ricerca propone la scrittura come pratica coreografica e indaga un’idea di magia che è strumento simbolico di emancipazione anticapitalista e antipatriarcale. Lo spettacolo invita a percepire nelle pause, nell'oscurità, riversando l'invisibile nel visibile e giocando con il random.



IN THE NAME OF DARKNESS, MAGIC AND VULNERABILITY è l’invito ad un esercizio collettivo di reincanto per riattivare il potenziale mutante dell’esistenza, è una chiamata ad esercitare la capacità di immaginare oltre, di far sgorgare i futuri dal buio siderale.



Si entra nello spazio con cuffie wireless, la scena è ovunque, una grande installazione in cui stare.

Gli occhi si abituano all’oscurità ed emerge l’installazione: piante, oggetti, cibo, corpi.



Il pubblico ascolta due tracce audio diverse (circa la metà ascolta la traccia 1, l'altra metà la traccia 2).

La performance procede in loop e le tracce del pubblico si alternano e si invertono con alcuni momenti di suono amplificato nelle casse.



traccia A_VISIONARIA: una traccia drammaturgica che attiva lo sguardo, la narrazione ipotetica di tutto quello che sta per accadere.

Le azioni sono senza padrone, senza corpo, con un soggetto aperto in potenza, lei/lui/loro.

In questa fruizione la realtà e la fiction si mescolano e compongono la drammaturgia..

Si generano accadimenti sospesi, danze latenti, flirt in potenziale, azioni invisibili.



traccia B_SOMATICA/PARTECIPATIVA: l’audio suggerisce degli scores su possibili azioni e modi di stare nello spazio.

I corpi che ascoltano si attivano nel relax e stanno nel buio con le cose, diventano cose: si fanno apparizioni temporanee prestando la propria presenza allo sguardo delle altre persone.

Contemporaneamente oggetto e soggetto, sono le segrete protagoniste dell’azione.

Non sapranno mai di QUALE azione sono interpreti ma producono visioni.



Lo spettacolo può essere programmato per la durata di 60 minuti circa o anche in versione durational (ad esempio 2 ore o più).

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