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FEMINAE

GhelfiDema

Play in the repertoire

Theatrical genre
Performance
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Direction: GhelfiDema

Dramaturgy: Valentina Ghelfi

Actors: Valentina Ghelfi, Selene Demaria

Other credits: Musiche originali di Selene Demaria

Key words: femminismo, poesia, musica elettronica, elettropoesia

Production: GhelfiDema

Year of production: 2023

Theatrical genre: Performance

FEMINAE è una performance elettropoetica sul potere del femminile.

Ci sono invocazioni all'eros e preghiere femministe. C'è l'ironia di chi si mette a nudo e la rabbia esplosiva di chi per troppo tempo è rimastə in silenzio. E c'è la musica, la voce libera che canta la catarsi e la creazione - forse - di uno spazio in cui potersi esprimere senza censure.

Il linguaggio è ibrido: stand-up, slam poetry e musica.

Tra mani nelle mutande, grumi di lacrime, candida cronica e il dire no, sta il percorso verso la libertà.

Due corpi che elettropoetano della lotta per vivere apertamente le loro verità.



SINOSSI

In FEMINAE poesia e musica diventano parole magiche che potenziano il rituale collettivo e performativo che è questo spettacolo. Iniziamo invocando il Desiderio e chiedendo agl3 spettator3 di pensare a qualcosa che vorrebbero far fiorire nella loro vita, dentro o fuori di sé. Questa domanda ritorna alternandosi a pezzi poetici e musicali fino al momento in cui, accompagnati da preghiere femministe ispirate a quelle della liturgia cattolica, chiediamo agl3 spettator3 di alzarsi in piedi e venire a prendere le nostre offerte: un vasetto biodegradabile con terra, una matita e un pezzo di carta con semi di tagete, ostia della nostra messa sui generis.

Sostenuti dalle atmosfere tecno-sacre create alla loop station, scriviamo tutt3 nello stesso momento il nostro desiderio di fioritura e, insieme, lo piantiamo. Concludiamo invocando chi/quello che più ci ispira per raccoglierne le energie e permettere al desiderio di fiorire.



IL PUBBLICO

Vogliamo che questo spettacolo possa essere arricchito dalle presenza delle persone che hanno deciso di partecipare. Fin dall’inizio chiediamo ai presenti di sentirsi liberi, è uno spazio in condivisione in cui si può intervenire quando si vuole, si può dissentire, aprire discussioni, ballare, cantare, si può andare via, si può condividere la propria esperienza.

Si può fare tutto quello che si vuole. Unica clausola: prenotarsi per alzata di vulva.



Qualsiasi spazio può accoglierlo, basta un impianto audio che regga i bassi. La scenografia non serve, siamo noi e i nostri corpi INSIEME al pubblico. Brindiamo e ogni tanto invitiamo qualcun3 sul palco a condividere la propria versione della storia. Perché non c\\\\\\\'è un solo modo di raccontare né un solo punto di vista. Perché due, tre, venti voci, sono meglio di una: suonano insieme più vive. Espandono la possibilità di riconoscersi.



VINCITORE PREMIO ROBERTO SANESI - POESIA IN MUSICA

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