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La storia degli Orsi panda raccontata da un sassofonista che ha una ragazza a Francoforte

Elsa Gaelle Pochini

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose Dance theatre
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Direction: Elsa Gaëlle Pochini

Dramaturgy: Matei Vișniec

Actors: Alessandro Boscato e Beatrice Vera Caudullo

Other credits: Regia: Elsa Gaëlle Pochini Interpreti: Alessandro Boscato e Beatrice Vera Caudullo Testo: Matei Visniec Inserto poetico: Alessandro Boscato Costumi: Ester Amadio, Camilla Dolcini Voci off: Stefano Senes, Lorenzo Carnevali, Elsa Gaëlle Pochini, Paola Mattia Elaborazioni sonore: Mattia Romanut, Giovanni Lopez Video e foto: Emma Gasparini Papotti Direttrice della fotografia: Martina Zerpelloni Supporto e assistenza: Anastasia Marino, Francesco Baraldi, Nicholas D\'Ambrosio, Pablo Tapia Leyton Tecnici: Vito Caputo, Elsa Gaëlle Pochini

Key words: teatro, prosa, teatrodanza, under30, sperimentale

Production: produzione indipendente

Year of production: 2024

Theatrical genre: Prose Dance theatre

Due persone in una stanza, quella di lui, pare. L’uomo si sveglia privato dei suoi ricordi, accanto a una donna enigmatica e inaffidabile che gli regala solamente una promessa: quella di passare 9 notti insieme a lui. Un viaggio poetico e delicato nel lutto di un essere umano, dove tutto è fragile e mutevole, così come lo è la vita.



La composizione scenica è asciutta e semplice: due performer e un lenzuolo.

Il lenzuolo è un oggetto neutro, può trasformarsi e trasformare. Diventa una cortina che separa o unisce i personaggi, uno schermo su cui proiettare fantasie, un simbolo di protezione. La sua versatilità rispecchia la natura mutevole del testo, che oscilla tra il reale e il surreale.

Il lenzuolo evoca il riposo, il sogno e l’intimità. La trama si svolge in gran parte durante la notte, un momento in cui la realtà si dissolve e i sogni prendono il sopravvento. L’oggetto diventa allora un mezzo per trasportare i personaggi e il pubblico in un mondo sospeso, in cui le regole della logica si attenuano e tutto può accadere.

Ma il lenzuolo è innanzitutto un tessuto, un intrecciarsi di un filo con sé stesso o con altri fili. Per sua natura rimanda alla relazione: un lenzuolo può essere leggero, trasparente ma allo stesso tempo facile da sollevare, da manipolare, può nascondere o rivelare. Questo elemento riflette la volatilità del legame tra i due personaggi e il sottile filo tra presenza e assenza, tra amore e perdita.



Lo spazio scenico è caratterizzato da uno schema preciso di figure geometriche sul pavimento: un quadrato, rimando alla stabilità, alla sicurezza, nonché richiamo simbolico alla Terra, che delimita la stanza di Lui, e all’ interno di esso diverse altre forme, ognuna delle quali ingabbia il protagonista limitandone i movimenti. Di scena in scena Lui riuscirà ad abbatterne le “pareti”, guadagnando con la sua consapevolezza uno spazio sempre più ampio e maggiori possibilità di entrare in contatto con Lei, che è invece totalmente libera di muoversi sia nella stanza che Al di là di essa.



Il tempo delle nove notti è scandito dal suono extradiegetico di una campanella. Gli spettatori saranno infatti invitati a chiudere e riaprire gli occhi seguendo tale suono, diventando così essi stessi partecipi dello scorrere del tempo. Quanto tempo trascorre in un batter d’occhio? Come cambia la percezione quando ci si “sveglia” in un ambiente?

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