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TECNICHE DI LAVORO DI GRUPPO Appunti per uno schiuma party

Dimore Creative

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Ariele Celeste Soresina

Drammaturgia: Pietro Cerchiello

Attori: Pietro Cerchiello

Altri crediti: Semifinalista Premio Scenario 2023 Finalista Theatrical Mass 2024 Miglior Drammaturgia Teatri Riflessi 2024 Premio Claudia Lombardi Teatri Riflessi 2024 Miglior Spettacolo per il Pubblico – Giovani Realtà del Teatro 2024 Vincitore del bando CURA 2024 Selezione Theatre\'s Shadows 2025 Selezione PollineFest 2025 Selezione Up To You 2025 Selezione Urbino Teatro Urbano 2025 Tra i migliori quattro spettacoli – FringeMI 2025

Parolechiave: scuola, schiuma party, nuove generazioni, teatro, felicità

Produzione: Produzione Dimore Creative Con il sostegno di CURA, Periferie Artistiche, Teatro Stabile La Contrada, Settimocielo

Anno di produzione: 2024

Genere: Prosa

SINOSSI





Una città alla deriva. Il sindaco è scappato. Il vicesindaco è irreperibile. L'assessore alla cultura è il dittatore assoluto e ogni anno organizza l'evento più atteso: lo Schiuma Party.



Qui un giovane attore insegna in una scuola media. Ma non insegna teatro, i genitori non vogliono, lo trovano inutile: allora per farsi approvare il progetto insegna Tecniche di Lavoro di Gruppo.



È il primo giorno. È in silenzio, davanti a lui 23 ragazzi. Lo guardano. Lui starebbe per parlare, raccontare perché è lì. Un ragazzo alza la mano. “Tu sei quello del Teatro”. L'attore dice di sì. “Beh, io teatro non lo farò mai. Perché il teatro è vecchio e l’ha inventato Mussolini... sì, quello che si ciuccia il pisello da solo”...



Liberamente ispirato ad una storia molto vera. Il racconto di generazioni che si incontrano, il loro modo di vedere il mondo, trovare il proprio posto e la felicità.





NOTE DI REGIA



Tecniche di Lavoro di Gruppo è uno spettacolo che nasce da un percorso di tre anni di laboratori teatrali in una scuola media.



Attraverso questo lavoro, la scena diventa un campo di osservazione privilegiato sulle nuove generazioni e sul modo in cui ragazzi e ragazze vedono il mondo degli adulti, della scuola, delle regole e immaginano il loro futuro.



Le voci autentiche degli studenti – raccolte e rielaborate – entrano nello spettacolo anche attraverso testimonianze audio, oltre che tramite una narrazione che mescola il racconto tradizionale e la stand up comedy.



Per raccontare contrasti generazionali, crisi educative, illusioni culturali e sociali e forse la necessità di ripensare il senso stesso dell’insegnamento.

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