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"Come Un Angelo In Tutto Questo Bordello, omaggio a quattro mani e voce sola per B.M.Koltès"

Galantino//Bottani

Genere Prosa Performance
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Regia: Jacopo Bottani

Drammaturgia: Jacopo Bottani e Mattia Galantino

Attori: Mattia Galantino, 07/04/1993, Bisceglie (BT), frequenta la Civica Accademia d'Arte Drammatica NICO PEPE di Udine per poi approdare alla Escuela Internacional de circo y Teatro CAU di Granada dove si diploma, è vincitore assieme a Jacopo Bottani del Premio Anna Pancirolli al miglior spettacolo di nuova drammaturgia contemporanea under 40 col progetto "Come Un Angelo In Tutto Questo Bordello, omaggio a 4 mani e voce sola per B.M Koltès" . Da due anni lavora tra l’Italia e la Spagna destreggiandosi tra il circo ed il teatro cerando una connessione tra le due discipline che si allontani dalla definizione di entrambe e che lo faccia approdare ad un nuovo linguaggio. Jacopo Bottani, 26/05/1991, Melzo (MI) frequenta la Civica Accademia d'Arte Drammatica NICO PEPE di Udine dove si diploma nel 2016, è cofondatore assieme ai suoi colleghi di corso del collettivo "L'Amalgama" ideatore della performance site-specific all'interno delle catene montuose del Friuli "LOST IN MACONDO" ispirata al romanzo di Marquez Cento anni di solitudine. Si interessa al Teatro Sociale frequentando la Scuola di Regia e Drammaturgia per il Teatro Sociale organizzata da Social and Community Theatre Centre di Torino diretta da Alessandra Rossi Ghiglione, è regista dello spettacolo "Come Un Angelo In Tutto Questo Bordello, omaggio a 4 mani e voce sola per B.M Koltès" .

Altri crediti: "Come Un Angelo In Tutto Questo Bordello, omaggio a quattro mani e voce sola per B.M.Koltès" regia e dramaturg: Jacopo Bottani con: Mattia Galantino light Designer: Alberto Biasutti foto e video: Marika Grimaldi e Claudia Simone prima spettatrice: Caterina Bernardi

Parolechiave: Koltès, La notte poco prima delle Foreste, Seduta d'improvvisazione, Nuovo Linguaggio, Ass. Amici di Anna

Produzione: uno spettacolo di Galantino/Bottani, col sostegno di Artefici Residenze Creative FVG2022- Artisti Associati, Fondazione Armunia 14^edizione del premio Borsa Teatrale Anna Pancirolli

Anno di produzione: 2024

Genere: Prosa Performance

In questo spettacolo, attore e regista/dramaturg, abbiamo lavorato assieme per cercare tangenze fra performer e personaggio, attimi di visione, possibilità di manovra, capacità di gestione del racconto. In questo tentativo di sovrapposizione e scambio fra attore e personaggio, abbiamo seguito due assi: la ricerca sull’improvvisazione e la riscrittura drammaturgica a partire da materiali originali.
Sulla prima: convinti la vita in scena debba svilupparsi come fa quella fuori dalla scena, ossia per scarti, negazioni e sorprese, abbiamo cercato di lavorare all’interpretazione dell’attore,dandoci costantemente dei compiti e comprendendo come salvaguardare margini di improvvisazione in diretta. È il teatro che ci piace fare e inventare, un teatro che non sa bene tutto quello che creerà. Per questo, vicino all’attore che racconta la sua storia, siede in scena anche il regista/drammaturgo: a volte scandisce il tempo, a volte cambia le carte in tavola, a volte sussurra una direzione diversa, creando una triangolazione che si fa a sua volta racconto. La riscrittura e l’uso di materiali drammaturgici mutuati dall’interprete ci sono, invece, serviti in un primo tempo da ponte.
Come raccontare, infatti, questa storia?
Sentivamo che dovevamo trovare un modo che ci divertisse e ci coinvolgesse in prima persona. Per farlo non potevamo che allontanarci inizialmente dal mondo dell’opera e partire da noi stessi, in questo caso da Mattia e dal suo immaginario. Abbiamo oscillato fra allestimento e riscrittura, tra fedeltà e tradimento, sinché, progressivamente, non ne è venuto fuori un altro testo, il nostro, che speriamo restituisca lo spirito dell’opera di Koltès da cui siam partiti. Quello che ci ha spinto (e che vogliamo proseguire) è stato un lavoro pedagogico delicato, che ha implicato tempi lunghi di appropriazione e avvicinamento, tentativi e fallimenti, e che però oggi ci sembra tanto più essenziale di fronte all’evidenza post-pandemica che il sistema (in tutti i sensi) è al collasso. È tempo di difendere i desideri, è tempo, anche se vedranno la scena magari tardi, magari mai, di curarsi delle cose. Dobbiamo. Ci rimane solo questo. Come dice il protagonista del testo: «Io ho preparato tutto per incontrarti».
Questo sentivamo e sentiamo che ci rimane da fare, prenderci cura di tutto, al meglio che possiamo.
Dicevamo che La notte poco prima delle foreste è un testo quasi irrappresentabile, con niente di teatrale o di facile o di comodo, anzi: cinquanta pagine di parole, senza didascalie, apparentemente senza azione diversa da questo disperato dire.
Ma come fare, a dirle, quelle parole, tutte quante e per tutto quel tempo?
Attirati dal desiderio di esplorare questo testo e il suo mondo, abbiamo iniziato un viaggio di esplorazione e studio che è durato quasi quattro anni.
Abbiamo fatto il giro lungo e, sedotti dalla teatralità di questo monologo, lo abbiamo
fronteggiato, instaurando con l’impossibilità di metterlo in scena così com’è un nostro corpo a corpo.

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