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"Stiamo lavorando per voi" (versione spazio pubblico)

Claudio Larena

Play in the repertoire

Theatrical genre
Dance Performance
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Regia: Claudio Larena

Drammaturgia: Claudio Larena

Attori: Claudio larenaElena BastogiGiovanni Onorato

Other credits: Suono: Lorenzo Minozzi
Costumi: Ileana Alesi

Key words: Risignificazione, Superficie, Profondità, Estetica, Paesaggio

Production: Produzione: Chiasma
Con il sostegno di: Mare Culturale Urbano; Ass.C. Demetra (CURA); Lavanderia a Vapore; AtelierSì
Debutto: Festival Danza Urbana XL

Year of production: 2023

Theatrical genre: Dance Performance

I cantieri sono luoghi specifici

Finalizzati alla cura di luoghi qualsiasi

Le impalcature, reti, segnaletiche, transenne necessarie

Alla costruzione o ristrutturazione di un luogo

Sono già un luogo

Servono all’architettura, essendo architettura.

L’idea è` quella di simulare un cantiere urbano che esiste solo per essere cantiere. Un luogo in cui il

lavoro è` la creazione del luogo di lavoro e non il lavoro per il quale dovrebbe esistere quel luogo: una

Macchina Celibe che si autoalimenta e che esiste solo per l’avanzamento e il sostenimento dellastessa.

Cartelli Stradali, strisce arancioni, operai che mangiano panini, vecchi che guardano il cantiere e il

cantiere che respira e si modifica nel tempo e nello spazio, si allarga, si sposta e sposta limiti e confini

che profilano la sua presenza (coreografia di un luogo) e quando raggiunge la sua forma completa…

sparisce.

Cantieri, impalcature, gru mastodontiche, tubi innocenti, container e cisterne di colore pastello, fanno

ormai parte di un panorama urbano ordinario. Queste sculture funzionali vengono dis- percepite, o

altrimenti, non accettate come parte integrante del complesso architettonico in cui abitiamo, anzi,

vengono spesso considerate ingombro e ostacolo alla visione, privazione di un qualcosa che in realtà

ci appartiene.

I Cantieri sono Luoghi inaccessibili all’interno dei quali tutto è` segreto, una dimensione spazio

tempo omessa, un frammento di vita, di un quartiere e di chi lo abita, che resta nascosto e

sconosciuto.

Simulare un cantiere significa occupare una porzione di spazio pubblico attraverso un’estetica

conosciuta e a norma di legge, significa poter abitare quel frammento, poter vivere quella

dimensione spazio-tempo, svuotando un cantiere del suo significato, liberandolo dalla sua funzione

per renderlo Manifesto di cambiamento e stravolgimento del paesaggio e dell’ordinario.

Simulare un Cantiere significa proporre di riattivare la percezione del circostante, che viviamo

come sfondo assunto a cui siamo abituati ed educati.

Significa instituire un Luogo, prendere spazio ed abitarlo, modificandone il senso e il contenuto,

mantenendo identico il contenitore, la forma e l’estetica.

Un cantiere svuotato che non produce, non getta cemento, non smonta sanpietrini, non squarcia

l’asfalto, non pittura pareti, ma semplicemente esiste in quanto Luogo e in quanto Luogo si fa

contenitore di eventi, il primo dei quali sarà il suo stesso allestimento.



La ricerca nello spazio pubblico conserva la dimensione Installativa della ricerca, il Cantiere si

presenta come uno tra i tanti presenti tra le vie urbane della città. Saranno una serie di azioni e

gesti in relazione al luogo e agli oggetti del luogo a creare dei lievi cortocircuiti immaginifici, fino

ad aprire il cantiere, spostarlo, farlo sparire.

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