Regia: Filippo Beltrami
Drammaturgia: Stefano Baronchelli
Attori: Filippo Beltrami
Altri crediti:
Parolechiave: Ironia, giovani, attualità, disagio, umorismo
Produzione: auto produzione indipendente
Anno di produzione: 2024
Genere: Prosa
“Noi esorcizziamo la guerra, la temiamo, la isoliamo, la condanniamo, e lasciamo che se ne occupino dei professionisti, facendo finta che lo facciano per portare la pace. I Greci la accoglievano come ingombrante compagna di viaggio, la accettavano, ne avevano paura come si ha paura di una divinità potente e capricciosa, ma non la odiavano, perché si rendevano conto di quanto essa facesse inestricabilmente parte della vita umana.” [Storia della civiltà europea U. Eco]
Che cosa succederebbe se scoppiasse una guerra qui, in Italia, dentro “casa”? In particolar modo, la generazione under 30 come reagirebbe a tale situazione? Saprebbe affrontare la realtà che bussa forte alla porta? O la bolla tecnologica dentro cui vive l’ha resa completamente inerte? Il racconto del conflitto vero e proprio, l’escalation che lo ha generato, crea la cornice entro la quale si muove questo spettacolo. La volontà principale è fare luce su questa generazione, raccontare i suoi sogni andati in fumo, le speranze rimaste e il nichilismo sempre più strisciante. In questa società siamo sempre più depressi. Non abbiamo più ideali, i principi che muovono le nostre scelte su cosa poggiano? Siamo schiacciati da tutta questa fagocitante realtà iper individualista. In tutta questa palude di notifiche, inserzioni a pagamento e consumismo sfrenato cosa è diventato per noi vivere? Libertà individuale e collettiva che declinazione prendono? Che cosa cerchiamo? Una generazione assuefatta da una ricerca costante di Dopamina, felicità istantanea, che morde e fugge da tutto e tutti. Tanto più i mezzi tecnologici permettono di aprire finestre sul mondo e tanto più i giovani chiudono le porte delle loro camere.
Da queste riflessioni prende forma il testo. Il racconto di una guerra di fantasia in un futuro molto vicino noi, attraverso gli occhi di un ragazzo (under 30) figlio di questa società.
Sulla scena un attore-personaggio che racconta in prima persona la guerra che sta attraversando il nostro paese e la guerra silenziosa, ma altrettanto importante che sta attraversando la sua generazione. Un monologo, story-telling, fortemente sopra le righe, assurdo e psichedelico. Una scrittura irriverente, piena di comicità surreale. Un testo scoppiettante che viene controbilanciato da una messa in scena essenziale: un attore, un'asta con microfono, una sedia. Nessuna scenografia. I cambi luce accompagneranno i salti temporali, flashback e flashforward, durante lo svolgimento della narrazione. Uno spettacolo composto, eseguito e rivolto verso un pubblico giovane, con la presunzione di poter fare uscire la voce di una generazione interrotta, che nessuno prende mai veramente sul serio.
Informazione riservata agli Organizzatori
Link:
File caricati:
Informazione riservata agli Organizzatori