Regia: Elisabetta Consonni
Drammaturgia:
Attori: Daniele Pennati
Altri crediti: Ideazione e regia | Elisabetta Consonni Interpretazione | Daniele Pennati Assistenza alla regia | Francesco Dalmasso Accompagnamento drammaturgico | Chiara Organtini Video originale | Gianluca Abbate Produzione | Danae Festival, Fattoria Vittadini, Base Milano Con il sostegno di Lavanderia a Vapore, progetto vincitore del bando AiR Progetto selezionato per il programma di residenze artistiche KRAKK a cura di Santarcangelo Festival
Parolechiave: performance, doppiaggio, periodo ipotetico, missing outs, fomo
Produzione: Prodotto da Danae Festival, Base Milano, Fattoria Vittadini. Con il sostegno di Lavanderia a Vapore attraverso il bando Air
Anno di produzione: 2023
Genere: Performance
Siamo costantemente perseguitati dalle chimere di ciò che potenzialmente potremmo realizzare se solo fossimo in grado di fare la scelta giusta e scegliere tra le infinite possibili strade che il mondo offre, nessuna irrinunciabile ma tutte che si escludono l’un l’altra. Mancare la scelta giusta diventa allora un errore imperdonabile: "Tutti noi conduciamo due vite, quella che viviamo e un'altra a lato, una vita parallela, che non realizziamo mai, che viviamo nella nostra mente, la vita che desideriamo e di cui fantastichiamo: i rischi che non abbiamo mai corso, le occasioni che abbiamo perso o che non ci sono state concesse. La chiamiamo vita non vissuta perché, in qualche modo, crediamo che avremmo potuto viverla ma per qualche motivo non è stato possibile. [...] Condividiamo le nostre vite, in un certo senso, con le persone che non siamo riusciti a essere: un'elegia ai bisogni non soddisfatti, ai desideri sacrificati e alle strade non percorse".
Ispirandosi alla tesi dello psicanalista inglese Adam Phillips contenute nel saggio In Praise of the Unlived Life, in cui Philips traccia un'interessante prospettiva sulla nevrosi tipicamente occidentale del continuo desiderare una vita diversa, Missing Outs riflette sulla relazione con la proiezione del sé in un orizzonte ideale, offrendo una selezione di occasioni perse: le risposte che non abbiamo dato al momento giusto, il successo mai raggiunto della nostra storia personale, l’attimo fuggente che non siamo stati in grado di cogliere. Avrei voluto, avrei potuto, avrei dovuto sono le formule di un mantra della società neoliberista che, spingendo ad avere sempre più, moltiplica la frustrazione. La vita è vissuta più nel suo aspetto ipotetico e irreale: un costante periodo ipotetico di terzo tipo.
Informazione riservata agli Organizzatori
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