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Millenovecento|89

Le Cerbottane

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Direction: Le Cerbottane

Dramaturgy: Francesca Romana Di Santo, Laura Pizzirani

Actors: Francesca Romana Di Santo, Laura Pizzirani

Other credits: Direzione Tecnica: Camila Chiozza con le voci di (in ordine di apparizione): Marta Buzi, Francesco Lamantia, Daniele Natali, Nicola Rossi, Anselmo Manta, Luigi Monfredini, Mauro Milone, Riccardo Goretti, Ilenia Caleo, Paolo Giovannucci, Tony Allotta, Laura Verga, Simona Senzacqua, Luisa Merloni, Silvia Gallerano, Stefano Mereu, Guido De Togni, Alessandra Roca, Tania Garibba, Matteo Gatta.

Key words: Anni Ottanta, femminismo, PCI, infanzia, Amleto

Production: Una produzione di Le Cerbottane in coproduzione con Bluemotion e AtelierSì e il sostegno di Collectif 36bis, POLIS Teatro Festival, Archivio Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e 108 di Orléans

Year of production: 2024

Theatrical genre: Prose

Novembre 1989

Laura e Francesca sono due bambine di 8 e 10 anni, quando la fine del PCI minaccia di distruggere il mondo in cui hanno sempre vissuto.

Le loro famiglie sono comuniste, iscritte al PCI, sostenitrici di iniziative e battaglie civili, una a Bologna e l’altra a Roma.

La loro vita, tra cultura pop anni Ottanta e militanza politica, è fatta di tentativi di emulazione delle ballerine televisive, prime manifestazioni, cartoni animati di Canale 5, discorsi difficili degli adulti, litigi a scuola, feste dell'Unità. Il crollo del muro di Berlino e a seguire la “svolta della Bolognina”, segnano un momento di forte confusione e vulnerabilità degli adulti.

Questo smarrimento fa percepire alle due bambine la fine imminente di un qualcosa a cui si sentono di appartenere.

Dopo oltre trent’anni, Laura e Francesca incontrano uno Spettro illustre che si aggira per il teatro e vuole essere vendicato... Ma cosa è successo nel frattempo al mondo, al comunismo e all'Italia?

Nell'affondare le mani negli eventi dei giorni che sconvolsero il loro mondo, la memoria di famiglia si mescola a quella storica, ricordando che il comunismo era nato con la spinta profonda di una visione di un mondo nuovo fatto di ideali di solidarietà, giustizia e uguaglianza, per una nuova umanità libera da ricatti e sfruttamento. Cosa rimane di tutto questo?

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