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Troppo Mare

Fa.R.M. Fabbrica dei Racconti e della Memoria

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Regia: Giusi Salis

Drammaturgia: Giusi Salis

Attori: Giusi Salis

Other credits: Musica dal vivo: Maria Grazia Campus (voce), Stefano Bartoli (tromba e percussioni), Alessandro Berti (tastiere)

Key words: narrazione, mare, Sardegna, miti, storia

Production: Fa.R.M. - Fabbrica dei Racconti e della Memoria

Year of production: 2022

Theatrical genre: Prose

Monologo liberamente ispirato a “Il mare intorno” di Giulio Angioni

di e con Giusi Salis

musiche Stefano Bartoli, Maria Grazia Campus e Alessandro Berti



Se nasci in un’isola il mare è un interlocutore imprescindibile: ne disegna i confini, ne determina la storia.

Nella raccolta “Il mare intorno”, Giulio Angioni traccia dei racconti in cui il mare è di volta in volta protagonista, elemento di sfondo, antagonista e nemico, categoria di pensiero, per narrare piccole storie in cui si intrecciano miti e storia della Sardegna, dalla notte dei tempi all’età contemporanea.

Il monologo “Troppo mare” immagina una storia raccontata da un unico personaggio che, passando dall’infanzia all’età matura, attraversa le epoche storiche.



Note di drammaturgia

La scrittura di Giulio Angioni nella raccolta di racconti “Il mare intorno” è già di per sé, in parte, scrittura teatrale. Una scrittura raffinata, poetica e ironica, in cui ogni parola è scelta con cura estrema per costruire immagini e stati d’animo che restano scolpiti nella memoria.



Il fil rouge della relazione dell’isola di Sardegna con il mare attraversa le epoche storiche ed è il punto fermo intorno al quale è stato costruito il monologo: un lavoro di interpolazione, fatto con grande rispetto della scrittura originale, che percorresse il viaggio nel tempo di un personaggio che parte bambino nella notte dei tempi e arriva all’età adulta nel mondo contemporaneo.



La forzatura, rispetto alla scrittura originale, l’espediente narrativo per la costruzione del monologo, è stato costruire un personaggio-narratore che racconta gli eventi eventi immaginari ma verosimili tratteggiati da Angioni, in un’atmosfera a tratti magica e misteriosa, a tratti ironica, a tratti dolente e malinconica e sullo sfondo, sempre, il mare.



Troppo mare è uno spettacolo di narrazione che si intreccia con suoni vocali e strumentali, canti popolari e musiche originali che non sono mero espediente riempitivo ma protagonisti del racconto: lo completano, lo commentano, lo sottolineano, in un dialogo continuo fra narrazione e musica.



Invasioni, colonizzazioni, migrazioni, partenze, ritorni, “restanza” tessono la trama della storia di un popolo e del suo mare.

Un viaggio nel tempo che insegue il sottile filo di equilibrio fra poesia e leggera ironia presente nella scrittura originale.



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