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BORDERLINE

Lara Gallo

Opera in repertorio

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Regia: Lara Gallo - Elisa Canessa

Drammaturgia: Lara Gallo

Attori: Lara Gallo

Altri crediti: con il sostegno della COMPAGNIA DIMITRI/CANESSA

Parolechiave: tempo, scienza, complottisti, amore, morte

Produzione: assistenza artistica ELISA CANESSA collaborazione ai testi STEFANO SANTOMAURO disegno luci MATTEO GIAURO fotografia VANTEES riprese e montaggio video MARCO BRUCIATI produzione esecutiva PILAR TERNERA

Anno di produzione: 2024

Genere: Altro

Borderline è un one-woman show comico, travolgente e imprevedibile, che porta lo spettatore in un’ora di risate liberatorie, pensieri fulminanti e piccoli pugni allo stomaco emotivi.
 Un monologo serrato, mai fermo, che alterna sketch esilaranti a momenti di pura poesia teatrale, tra gag, tormentoni e personaggi che rimangono incollati alla memoria.

Al cuore di Borderline c'è un’indagine ironica e vertiginosa: come si abita il mondo, in quale punto ci collochiamo, e cosa significa vivere in un mondo in cui il tempo – a detta della fisica moderna – non esiste. Ma come conciliare questa teoria con una vita scandita da corse, scadenze e ricordi? Esistono davvero attimi sospesi in cui il tempo perde significato?

Con questa premessa la protagonista attraversa – con ritmo incalzante e corpo in continuo movimento – le fragilità universali: le disavventure sentimentali, i ricordi d’infanzia, le nevrosi familiari (mamma in primis). E poi vira, sorprendentemente, verso territori inaspettati: il tempo che scorre (o forse no), la fisica per i non addetti ai lavori, le teorie del complotto, il terrapiattismo, la guerra, fino a un esilarante duetto impossibile tra Socrate e Platone e a un Galileo Galilei trasformato in hipster ante litteram.

Sotto la superficie brillante, però, il refrain «tutto apposto» svela il suo lato ironico e amaro: niente è davvero “a posto”. Ed è qui che il titolo dello spettacolo prende senso – Borderline non come diagnosi psichiatrica, ma come condizione esistenziale: vivere costantemente sul bordo, in equilibrio precario tra paure e desideri, sorrisi e pianto, amore e morte.

Il pubblico, travolto da parentesi aperte e chiuse con maestria, arriva al colpo di scena finale senza accorgersi che è passata un’ora. E, uscendo, si porta via le risate, i tormentoni e la sensazione che, forse, il tempo davvero non esiste.

Informazione riservata agli Organizzatori

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