Regia: Mimmo Padrone
Drammaturgia: tratto da Otello di Shakespeare
Attori: Mimmo Padrone
Altri crediti:
Parolechiave:
Produzione: Indipendente
Anno di produzione: 2024
Genere: Prosa
Quando comincia la tragedia di Otello? Quando viene compiuto quel gesto da cui non è più possibile tornare indietro? Nelle tragedie classiche c’è sempre un punto di non ritorno oltre il quale ogni cosa si illumina, trova la sua ragione e il suo inevitabile destino. Nell’Otello di Shakespeare, questo punto lo troviamo solo alla fine, nell’ultima violentissima e straziante scena finale. Prima dell’ultima notte a Cipro, l’azione prende il posto alla narrazione, è un continuo dibattere e interrogarsi su come agire, sul fare. Una forma drammaturgica antica legata al rapporto tra realtà scenica e l’immaginario dei personaggi. Il rapporto tra questi e il pubblico, tra il sapere del pubblico e di quello che gli uni sanno degli altri in scena. La trama è celebre, ma ogni nuova lettura, ne mette in rilievo la complessità. L’amore non è estasi e incanto, ma passione distruttiva, ossessione, follia. Otello non è vittima di Iago, è suo complice. Iago odia l’armonia, Otello inconsciamente non vede l’ora di spezzarla. Cosa è accaduto dopo? In “Damned Iago” troviamo l’ideatore degli inganni solo, nella sua cella, davanti ad una giuria (pubblico) a deporre e a ripercorrere la vicenda: i disegni dei suoi intrecci, con un crescendo di odio e con la perfidia di un gioco intellettuale. Il mondo elisabettiano, come il mondo di oggi, è un mondo disgraziato dall’equilibrio precario. La storia come la natura è crudele: un identico tragico destino coinvolge gli innocenti come i colpevoli. Rimane il silenzio che assorbe, spegne ogni grido sotto il cielo indifferente.
Informazione riservata agli Organizzatori
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