Regia: Nicolò Antioco Ximenes
Drammaturgia: Nicolò Antioco Ximenes
Attori: Nicolò Antioco Ximenes
Altri crediti:
Parolechiave: Identità, personalità, gioco, trasformismo, grottesco
Produzione: \"FreakandÓ\" vince ad ottobre 2024 il bando \"FALLING UP, fallire non è un reato\", promosso dall\'associazione Nina. Si avvale nella scrittura della collaborazione di Clio Gaudenzi, attrice e regista.
Anno di produzione: 2024
Genere: Altro
Nicolò Antioco Ximenes presenta
“Freakandó, ballata per 6 personaggi"
Fricandò s. m. – Adattamento grafico e fonetico ital. del fr. fricandeau; f. di verdure, pietanza più nota come ratatouille; fig., region., fare un f., fare una mescolanza di cose varie, o anche combinare un guaio, un pasticcio.
“Ogni fantasma, ogni creatura d’arte, per essere deve avere il suo dramma, cioè un dramma di cui esso sia personaggio e per cui è personaggio. Il dramma è la ragione d’essere del personaggio; è la sua funzione vitale: necessaria per esistere.”
Luigi Pirandello
Un personaggio con camicia bianca e occhiali,
entra con calma nello spazio scenico in cui ci sono pochi oggetti da sistemare: un microfono con la sua asta, una sedia, dei fogli.
Sembra essere fuori luogo, ma in realtà è esattamente lì dove deve essere.
Inizia la conferenza, l’evento culturale, o più probabilmente quel crogiuolo di disperazione umana, che farà entrare il pubblico a contatto con vari caratteri di un’unica persona.
Un professore, un performer, un rapper, un principe, un insegnante di Yoga, e un contadino, si manifestano al pubblico, si mostrano per farsi vedere esattamente per ciò che sono, nella maniera più genuina e pura.
In un viaggio che coinvolge differenti emanazioni/colori/emozioni di uno stesso individuo, alla scoperta di sé, entriamo in una sorta di galleria delle personalità, una messa in mostra, un tentativo, in chiave comica, di entrare nelle differenti individualità che compongono un carattere.
Freakandó è uno spettacolo in cui diversi personaggi, portati da un unico protagonista, si susseguono sulla scena. Il contenitore di tante manifestazioni emanate da una sola persona, che attraverso il gioco all’indosso, rivelano alcuni scorci di verità su di sé.
Ogni transizione è evidente, niente viene nascosto, tutto è visibile, tutto è in scena, i cambi stessi di costume sono parte integrante della drammaturgia e della trasformazione nel personaggio stesso.
È soprattutto il viaggio di un uomo nelle sue varie identità, alla ricerca ognuna della sua voce, della sua verità, della sua espressione.
Un viaggio nel maschile, in questo caso il mio, che, in un’epoca di cambiamento e trasformazione, ricerca nuovi modi di essere e che allo stesso tempo mette in discussione i vecchi schemi, arrabattandosi come può, mostrando le sue parti più fragili e vulnerabili.
In Freakandó, mescolanza e mostro sono le due parole che compongono il nome dello spettacolo, ed effettivamente è così, l’immaginario trae spunto dalle atmosfere di film come i “Mostri” o “Ballando ballando”, il susseguirsi di personaggi grotteschi e vari, crea una giostra identitaria.
Ho deciso di mettere in scena differenti livelli di possibili esistenze racchiusi in una sola persona.
In ogni personaggio e in ogni quadro si provano a presentare e interpretare diversi stili, passando da un professore più legato ad un mondo clownesco alla Peter Sellers, in cui ogni cosa e ogni oggetto è contro di lui, al
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