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Gamberetti

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Prosa Performance
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Regia: Serena Franchi Bono

Drammaturgia: Sebastiano Ragni

Attori: Carlo Guglielminetti, Piero Lanzellotti, Riccardo Mori, Gilda Rinaldi Bertanza

Altri crediti: Luci: Marco Andreoli Musiche: Guido Tongiorgi Scenografia: Maria Arena Supervisione artistica: Andrea Cosentino Con il sostegno di: Università di Roma La Sapienza, Spin Time Labs, Comune di Pretoro, Spazio MAI Si ringrazia: Michela Becciu, Carmelo Mulè, Alessandro Sesti Spettacolo semifinalista del Premio Scenario 2023 Spettacolo vincitore del bando “Vestiti della vostra pelle” 2023 condotto da Andrea Cosentino e Guido de Palma organizzato dalla Sapienza, università di Roma Spettacolo selezionato da festival Strabismi 2024 Spettacolo segnalato Generazione Risonanze 2025 Spettacolo selezionato da Dominio Pubblico 2025

Parolechiave: Stand-Up, Ansia, Comicità, Multifocalità, Interazione

Produzione: Produzione esecutiva: Associazione Strabismi.

Anno di produzione: 2024

Genere: Prosa Performance

Gamberetti è un progetto che nasce come un'indagine sullo sguardo del pubblico, sperimentando dinamiche multifocali, multidisciplinarietà e contaminazioni linguistiche. Partendo da una drammaturgia di prosa classica di Sebastiano Ragni, il lavoro di ricerca e scrittura scenica ha portato ad un lavoro sull'ibridazione dei linguaggi: stand up comedy e performance; talk televisivo e battle rap; wrestling e coro tragico; divulgazione scientifica e citazionismo cinematografico. Gamberetti è un manifesto di inettitudine e fallimento, un “carro” di forme dello spettacolo dal vivo di cui Vincenzo è il protagonista. La scena si apre come una classica serata di stand up comedy dove Vincenzo si racconta al pubblico, ironizzando sulle proprie disavventure amorose, sulla sua famiglia e sulla fobia dei gamberetti. Mentre la narrazione incalza, appaiono altre figure sul fondo della scena, evocate dalle parole di Vincenzo: compare una donna incinta che si trasforma in scimmia, simbolo delle sue pulsioni sessuali, e due uomini che iniziano a mangiare gamberetti, simbolo della sua fobia. La miccia della bomba è accesa e trascinerà il pubblico in un grottesco viaggio nella mente del protagonista. Gamberetti cerca di esaminare l’ansia sociale e, ispirandosi al testo di Desmond Morris “La scimmia nuda”, sviluppa una riflessione sulla fobia e sull’evoluzione, il tutto inquadrato nel macro tema del fallimento esistenziale. Vincenzo tenta per due volte di raccontarsi al pubblico, ma viene sistematicamente interrotto. La prima volta il pubblico si distrae e Vincenzo cerca invano l’attenzione degli spettatori, poi la situazione si ribalta e, disturbato da ciò che accade alle sue spalle, è lui stesso a trovarsi dentro la sua psiche, in diretto conflitto con se stesso. Vincenzo ha bisogno di essere tranquillizzato, di qualcuno che si prenda cura di lui ma non sa come e dove cercare questa pace. La ricerca della tranquillità è il suo tentativo di ricongiungersi al battito cardiaco della madre. Leitmotiv dello spettacolo è l’immagine del cuore nella testa, caratteristica anatomica dei gamberetti, intesa come metafora della disfunzione di Vincenzo. Nel finale egli stesso avrà una grossa testa, fibrosa e pulsante, nella quale sono racchiuse le sue paure. La sua incapacità di esprimersi è rappresentata da un battito cardiaco anch’esso limitato ai confini della sua testa.

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