Regia: Paolo Trotti
Drammaturgia: Paolo Trotti
Attori: Stefano Annoni, Gabriele Genovese, Simona Migliori
Altri crediti: Da un’idea di Michele Agrifoglio e Simona Migliori Assistente alla regia Caterina Piotti Sonorizzazione Paolo Trotti Scene e costumi Chiara Cavazza Disegno luci Paolo Trotti e Davide Marletta Base canzone Simona Migliori suonata da Mel Morcone Organizzazione Isabella Procaccini
Parolechiave: commedia, rapina, famiglia, fratelli
Produzione: Teatro Linguaggicreativi
Anno di produzione: 2024
Genere: Prosa
Due fratellastri si ritrovano, dopo anni di lontananza, a compiere insieme una rapina in banca. Il piano è mettere insieme abbastanza soldi per liberare il padre incarcerato, ma i due hanno idee differenti su come utilizzare i soldi del colpo. Una dark Lady muove i fili di questa commedia di rapina che va a sviscerare la complessità delle relazioni famigliari, il tradimento e il senso di colpa, giocando con gli estremi comici e drammatici propri del genere.
NOTE DI REGIA:
Ho affrontato l’allestimento di questo testo eliminando qualsiasi parola e azione che non fosse strettamente funzionale alla storia e, trattandosi in gran parte di una commedia, ho dato la precedenza all’azione. Solo in un secondo tempo, quando la struttura commedia era ben delineata, ho approfondito quei temi – la paternità, la fratellanza, la famiglia allargata, la famiglia disfunzionale – che il testo mi aveva offerto per parlare del nostro tempo. I miei riferimenti sono stati la commedia all’italiana de “Il sorpasso”, “La grande Guerra” e la drammaturgia di Mamet e Tarantino.
Il meccanismo è semplice: 2 fratelli si ritrovano per compiere una rapina. Il bottino deve servire a far evadere il padre, un detenuto politico. Ma. Dico “ma” perché l’inciampo, l’imprevisto è il meccanismo comico. Ma i 2 hanno diverse madri, differenti percorsi di vita, diverse finanze familiari. Da qui la mancanza di accordo su come investire il malloppo e la differente opinione sul padre.
Lo spettacolo è pieno di inciampi. A cominciare dalla comparsa, nella casa in cui si sono nascosti i fratellastri, della dark Lady motore del colpo. Tutti sono traditori di tutti. O quasi.
Ogni protagonista nasconde il suo interesse dietro una maschera. Non solo metaforica, ma reale. Le maschere da animali con cui compiono la rapina, le maschere delle mucche che, danzando, li guardano andare verso la banca. Non ci sono innocenti. Neanche tra i rapinati. La banca presa d’assalto, è una piccola banca privata che ricicla soldi di chiunque abbia bisogno di portare all’estero i suoi capitali. È una metafora dell’Italia e del mondo occidentale, e tutto quello accade è pericolosamente in bilico tra la burletta d’accatto e la feroce realtà in cui viviamo.
I personaggi agiscono sulla base del proprio interesse. Ho voluto indagare la complessità dei rapporti famigliari e dei carichi emotivi che comportano. I due fratellastri sono estranei o almeno tali si sentono, come spesso accade anche tra fratelli che crescono insieme. Entrambi sono contaminati dall’ingombrante figura del padre. Entrambi sono Telemaco, messi in ombra dall’imponente ombra di Ulisse. Di Nessuno. Le figure materne o troppo presenti, o assenti.
Lo spettacolo, gioca sia con gli stereotipi del genere “di Rapina” che con il tempo dell’azione. Gli svelamenti sono affidati a un continuo salto temporale che porta ad approfondire sia le azioni che il carattere dei personaggi. E il tradimento è il punto verso cui tutto converge.
Come nella vita. Come nel teatro.
Informazione riservata agli Organizzatori
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