Regia: Federica Cottini
Drammaturgia: Federica Cottini
Attori: Michelangelo Canzi
Altri crediti: Scene Mattia Franco, Alice Capoani Costumi Nunzia Lazzaro, Fabiola Soldano Luci Paolo Latini, Simona Ornaghi Grafiche Anna Farina Produzione Binario Vivo - Teatro Nuovo di Pisa Si ringraziano Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi (Milano) Pilar Ternera - NTC (Livorno) RICONOSCIMENTI OTTENUTI . Vincitore “FringeMi Festival”, Milano, 2025 . Vincitore “Teatri Riflessi 10”, Zafferana Etnea (CT), 2025, Best Dramaturgy Federica Cottini e Best Performer Michelangelo Canzi . Selezionato per il festival “Segnali - Teatro per le nuove generazioni”, Milano, 2025 . Vincitore della call “Strade” di Arti e Spettacolo – Spazio Nobelperlapace, L’Aquila, 2025 . Vincitore del bando “Teatro. Voci della società giovanile” di Endas Emilia Romagna, 2024 . Vincitore del bando “Binario vivo - Vite dimenticate” del Teatro Nuovo di Pisa, 2024 . Selezionato per il festival Internazionale di narrazione di Arzo, 2025 . Selezionato per “Deep Festival”, Livorno, 2025 . Selezionato per “Little Bit Festival”, Livorno, 2025 . Selezionato per il festival “La meglio gioventù. Life” di Intrecciteatrali, Varese, 2025 . Selezionato per la rassegna “Collaterale” di Teatro Del Borgo, Milano, 2025 . Selezionato per il festival “Luci di Contro” del Dopolavoro Stadera, Milano, 2025 . Selezionato per la rassegna “Morsi” della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, 2024
Parolechiave: bosnia, memoria, genocidio, turista, europa
Produzione: Binario Vivo (Teatro Nuovo di Pisa) - Teatro della Cooperativa (Milano)
Anno di produzione: 2024
Genere: Teatroragazzi (15-140) Prosa
SINOSSI
Crazy Bosnian guy è una guida turistica e ci accompagna per le strade della sua città, Mostar, nel sud della Bosnia Erzegovina. È un personaggio loquace, sopra le righe: il suo soprannome, se l’è guadagnato sul campo.
Mentre il tour procede, veniamo risucchiati nel turbine dei ricordi. Crazy Bosnian guy negli anni Novanta era un ventenne: la guerra nei Balcani è viva nella sua memoria. Ci parla della ricchezza della Jugoslavia di Tito, del crollo della confederazione, dell\'avvento di governi instabili, del sentimento jugonostalgico. E della situazione attuale, definita dagli stessi abitanti ‘una polveriera pronta ad esplodere’.
Perché interessarci a una storia in apparenza distante da noi? Ricordare, oggi, ha ancora un senso?
NOTE DI REGIA
Lo spettacolo nasce da mesi trascorsi in Bosnia Erzegovina. Il personaggio protagonista è un collettore di racconti, interviste, cevapi mangiati e sigarette fumate insieme a abitanti di Mostar, Sarajevo e Srebrenica.
Con questo lavoro vogliamo indagare il tema della memoria. Di una storia recente, avvenuta a pochi passi da noi, iniziamo già a sapere molto poco.
La struttura della nostra indagine è un continuo procedere avanti e indietro nel tempo, tenendo come punto centrale delle nostre esplorazioni la città di Mostar e il suo ponte, testimone di tutto ciò che ha attraversato la Bosnia dagli anni ‘90 ad oggi.
In cosa era diversa la situazione balcanica da quella dell\'Europa di oggi, dai nostri governi che tendono sempre più a un isolamento nazionalista? Possiamo imparare qualcosa dal passato per non ripetere oggi ciò che è stato?
“Sono felice che mio figlio non sappia niente della guerra. Io non gliela spiego. Not today. Però la spiego a chiunque mi paghi. You, tourist. My pain is my money. Vuoi la guerra, ti vendo la guerra. Business.”
Informazione riservata agli Organizzatori
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