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La Macchia - Favola nera di un brigante di Maremma

Giacomo Bellini

Genere Prosa
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Regia: Federica Dominoni

Drammaturgia: Giacomo Bellini, Federica Dominoni, Francesco Tozzi

Attori: Giacomo Bellini

Altri crediti: Assistente alla regia Sara Rizzano; Ispirato al romanzo di Alessandro Angeli "La lingua dei fossi - Ballata criminale di Domenico Tiburzi"

Parolechiave: Monologo, Brigante, Maremma, Scelta, Libertà

Produzione: Ombrone Fonderia Creativa; Residenza artistica: Proxima Res - Scuola di Teatro di Milano, LaRibalta Art Group di Novara

Anno di produzione: 2025

Genere: Prosa

SINOSSI:
Luciano Fioravanti, ricercato dal 1888, luogotenente di Domenico Tiburzi, uno dei più popolari briganti della Maremma, ci racconta in prima persona la vita di questo leggendario personaggio. Terrore dei carabinieri, amato dai poveri e dagli oppressi. Un “Robin Hood” nostrano raccontato attraverso uno spaccato di vita a metà tra realtà e finzione romanzesca. Molti sono i misteri nella vita del protagonista e di Domenico Tiburzi, la vicenda legata alla morte di quest’ultimo resta un punto oscuro che ha incrementato la leggenda di una ricca tradizione popolare fondata sulle sue avventure, che Luciano Fioravanti visse in prima persona. Così "La Macchia" riscatta una storia turbolenta e inquieta, la tramanda affinché non sia dimenticata.

STILE:
Giacomo bellini ci trasporta nel fitto della macchia maremmana, in cui le regole sono fatte per essere trasgredite, e ce lo racconta vestendo i panni del protagonista Luciano Fioravanti, ma anche di Domenico Tiburzi, dei cittadini del paesello, della fanciulla di cui si invaghisce, del "su’ babbo"...
Un monologo originale che si costruisce su un continuo interscambio di voci e corpi che si alternano per restituire anima e gesti di chi ha vissuto quel tempo, in un gioco teatrale virtuoso, divertente e poetico, che guida lo spettatore nell’immaginazione.

OBBIETTIVI
Cosa c’è dietro una scelta di vita di un certo tipo?
Ci interroghiamo su quali siano i procedimenti psicologici e la profonda solitudine di chi si vota ad una esistenza differente, incerta, ma che restituisce, in brevi attimi sparsi tra le privazioni e le umiliazioni, la libertà; da dove nasca quella determinazione a volte ingenua
di chi va in direzione ostinata e contraria assumendosi tutte le responsabilità di questa scelta, osteggiata, derisa dalla difficoltà di comprensione da parte dell’altro.

“Lo desideri davvero o ti stai nascondendo dietro un desiderio?”

L’obbiettivo non è solo raccontare una storia che pochi conoscono, ma trattare il tema della scelta, dell’incapacità di comprendersi, dell’appartenenza e della progressiva omologazione, della sostituzione dell’antico ed eterno con il nuovo e il moderno.

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