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Baubò - un monologo utero e dilettevole

Compagnia Inesistente

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Tommaso Capodanno

Drammaturgia: Matilde D'Accardi

Attori: Matilde D'Accardi

Altri crediti: suoni di Tommaso Capodanno scenografia di Alessandra Solimene foto di scena di Manuela Giusto Un ringraziamento speciale a mamma Rita

Parolechiave: utero, malattia, medici, madre, autofiction

Produzione: Residenza Produttiva: Carrozzerie | n.o.t Con il sostegno dell’Ass. Settimo Cielo - Teatro La Fenice di Arsoli - e di Florian Metateatro Semifinalista Premio Scenario 2023

Anno di produzione: 2024

Genere: Prosa

Baubò è un monologo che parla di malattia e del rapporto tra medico e paziente. Parte dal racconto di fatti reali per prendere traverse finzionali e svolte oniriche. Nasce dal bisogno di rompere una serie di tabù e di provare a scherzare in maniera dissacrante su ciò che, normalmente, viene passato sotto silenzio. I protagonisti sono Matilde, una donna di 33 anni figlia di medico, e il suo utero, affetto da fibromatosi e oggetto di un massiccio intervento chirurgico. Ma la narrazione non si ferma alla storia clinica autobiografica, anzi, prova a superarla, affrontando il rapporto con la figura materna, la medicalizzazione del corpo femminile, l’orologio sociale, la paura del dolore e della morte. Nonostante la protagonista sia una donna e la sua malattia riguardi l’utero, Baubò non vuole essere un “monologo al femminile”, anzi: aspira a parlare a un pubblico più variegato possibile, per creare uno spazio di riflessione e liberazione collettiva sul rapporto col proprio corpo e le cure che può e deve ricevere. Infine, lo spettacolo costituisce anche un’indagine sul linguaggio autofinzionale (dal parlato quotidiano alle forme del mito classico) che uno spazio di esplorazione del confine che separa, o meglio unisce, teatro e stand-up comedy.

Informazione riservata agli Organizzatori

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