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Camminatori della patente ubriaca

Archipelagos Teatro

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Nicolò Sordo

Drammaturgia: Nicolò Sordo

Attori: con Gioia D’Angelo, Marina Romondia, Davide Falbo, Massimiliano Motta

Altri crediti: Testo e regia di Nicolò Sordo Produzione Archipelagos Teatro/Nicolò Sordo

Parolechiave: teatro

Produzione: Circuito PalcOFonico - Archipelagos Teatro/Nicolò Sordo

Anno di produzione: 2024

Genere: Prosa

Una famiglia di alcolisti cammina nella neve, in fila indiana. È inverno in un paese di

provincia.

Pupa, la madre, davanti, e dietro i figli, Simon e Teschio. Hanno ritirato la patente di guida

a tutti e tre.

Sono costretti a spostarsi a piedi, da un bar all’altro, aspettando il ritorno del padre, un

artigiano delle casse da morto, che è andato all'estero con la scusa del lavoro e non è più

tornato.

Camminatori della patente ubriaca è la storia vera di una famiglia implosa, alla disperata

ricerca di un angelo e di una via d'uscita.

“Camminatori della patente ubriaca” di Nicolò Sordo è stato testo vincitore di NdN – Network Drammaturgia Nuova con la seguente motivazione: Il testo presenta una efficace e concreta visione scenica tanto che lascia al lettore una vivida immagine dei personaggi ben delineati, delle gustose atmosfere e un intreccio che si evolve con originalità e perizia. Il parossismo assurto a canone stilistico principale diventa chiave fondante del testo (…). Motivo di apprezzamento sono i dialoghi venati di ironico cinismo, senza rinunciare a squarci poetici la cui consistenza imbriglia il lettore.

“Camminatori della patente ubriaca” parla di una famiglia di alcolisti che cammina nella neve, in fila indiana. È inverno in un paese di provincia. Pupa, la madre, davanti, e dietro i figli, Simon e Teschio. Hanno ritirato la patente di guida a tutti e tre. Sono costretti a spostarsi a piedi, da un bar all’altro, aspettando il ritorno del padre, un artigiano delle casse da morto che è andato all'estero con la scusa del lavoro e non è più tornato.

“Camminatori della patente ubriaca” è la storia vera di una famiglia implosa, alla disperata ricerca di un angelo e di una via d'uscita.

Messo in scena con la regia di Davide Iodice e in tournée nella stagione 2016-2017 nei principali festival e contesti di drammaturgia contemporanea, poi ripreso da Tindaro Granata all’interno di Situazione Drammatica a Hystrio Festival nel 2022, dopo il succedersi di due cast e due registi, ora l’autore stesso firma la regia del testo.

Lo fa per recuperare un dato di realtà, perché i camminatori della patente ubriaca sono e restano i suoi vicini di casa: i freak, gli outsider del paese dove ancora vive, di cui tutti parlano, ridono, ma che poi in un certo senso proteggono.

Loro, i “veri” camminatori non sanno che è stato scritto un testo che li riguarda o forse fanno finta di non saperlo, perché l’hanno letto tutti e forse l’hanno letto anche loro.

In ogni caso, è venuto il momento di fare i conti con la realtà, di renderli partecipi attraverso l’atto teatrale.

La realtà – e cosa sia effettivamente – è il vero tema di questa regia, dove il testo si mescola al video, dove vediamo i “veri” camminatori raccontare e raccontarsi su uno schermo e la loro rappresentazione sul palco attraverso gli attori.

In scena quattro performer, di cui tre (gli interpreti di Pupa, Teschio e Simon) immersi in un rettangolo di lattine di birra vuote.

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