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io non so cominciare

TEATRO REBIS

Play in the repertoire

Theatrical genre
Other
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Regia: andrea fazzini

Drammaturgia: Andrea Fazzini

Attori: gianluca balducci, meri bracaente, beatrice cevolani

Other credits: scenografia Benito Leonori
scrittura vocale Tomasella Calvisi
elaborazioni sonore Stefano Sasso
fonica Andrea Lambertucci
tecnico luci Stefano Giaroni
riprese e montaggio video Marco Di Cosmo
video d’animazione Simone Massi
costumi Giuditta Chiaraluce
foto di scena Valentina Seri
grafica Lisa Gelli


con la collaborazione storiografica di Giuseppe Barone e Amico Dolci
si ringrazia l’Ensamble Ludus Gravis per la concessione della trascrizione per 5 contrabbassi a cura di Daniele Roccato del brano “Pari intervallo” di Arvo Part

Key words: rebis, danilo dolci, requiem

Production: una produzione di Teatro Rebis e E45 Napoli Fringe Festival

Year of production: 2013

Theatrical genre: Other

io non so cominciare





io ricordo quello che

non mi hanno insegnato



quello che tutti sanno

di aver dimenticato



io ricordo un futuro

che sembra morto



io ricordo perché sono

rinchiuso qui dentro





tre figure senza nome, senza discorso, aleggiano in uno spazio neutro, metamorfico, tana del pensiero e della sensazione

tre presenze allacciate da un rapporto prismatico, raramente esplicitato per contatto diretto, ma risolto a distanza, per rifrazione



la non-storia di una generazione di incompiuti, orfani di senso disabituati al futuro

la fuga in avanti, visionaria, di vite incantate colte nel loro trasfigurare



tre turbamenti isolati eppure simultanei: uno corrosivo, dunque seducente, uno costruttivo, dunque destinato al fallimento, l’ultimo segnato dalla rinuncia, dunque sacro

tre figure sussurrate all’orecchio da Danilo Dolci, evocato da una voce segreta nutrita da ricordi e premonizioni





Io non so cominciare. Io salto semplicemente quello che dovrebbe essere il principio. Nulla è forte come il silenzio. Se non venissimo già con la nascita scagliati ognuno in mezzo alle parole, mai si sarebbe rotto il silenzio. (R. M. Rilke)

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