Direction: Lisandro Rodriguez
Dramaturgy: Lisandro Rodriguez
Actors: Federico Ghelarducci Manfredi Messana Agostino Rocca
Other credits: Disegno luci: Mathias Sendon Foto: Maria Giulia Trombini Video: Pietro Pingitore
Key words: Teatro, Teatro contemporaneo, Testo inedito, Turistas, Argentina
Production: CTIA - Cooperativa Teatrale Italo Argentina Il Casale - dove l\'arte trova rifugio Estudio Los Vidrios
Year of production: 2024
Theatrical genre: Prose
Presentazione:
“A volte penso che dovrei vivere molto più velocemente e morire giovane. Andarmene con la gloria di aver fatto tutto in poco tempo.”
L'opera prima della CTIA. Siamo uomini in lotta, uomini in conflitto, uomini perduti, uomini che cercano di ricostruirsi, uomini che hanno bisogno di ripensarsi in un mondo patriarcale di cui devono farsi carico e imparare che sono un anello fondamentale di questa violenza acquisita e riprodotta all'infinito. Bisogna fare qualcosa e cambiare. Turistas è uno spettacolo che mette gli uomini al centro della scena, che pensa alla territorialità e al movimento dei corpi come pretesto per parlare della mascolinità, delle sue forme e dei
suoi formati, dei suoi desideri e delle sue contraddizioni, della sua violenza e della sua impossibilità. Turistas è un'opera erratica che vaga nel tempo e nello spazio, come i viaggiatori che si abbandonano al fascino della scoperta dei luoghi senza altro motivo che non sia la curiosità.
Note di regia:
“Un turista può essere condotto da una guida o può abbandonarsi al vagabondaggio, a perdersi, senza mappa, poche cose nel bagaglio, un eterno vagabondo, come l'attore primitivo.”
Il viaggio di Turistas è guidato dai ricordi, dal ragionamento, dalle informazioni raccolte, dalle cose che producono stupore. Herzog dice che i luoghi si conoscono camminando. I personaggi di Turistas camminano in uno spazio chiuso, primitivo, senza contatti con il mondo esterno ma con chiari riferimenti a un pianeta in continua distruzione e/o ricostruzione. Turistas è un'opera senza tempo ma contemporanea. Il turismo può essere anche mentale, quella ruminazione nella testa che ci fa chiedere e pensare a cosa e come, perché e dove. Turistas è un'opera che pensa se stessa nella propria narrazione. Potrebbe essere un omaggio a Jim Jarmusch e alle sue creature malinconiche e sognanti. Come dicono i personaggi: potrebbe essere un bar, una palestra, un set cinematografico. In Turistas, una delle premesse è quella di allontanarsi dall'idea di spettacolo e vedere se è possibile costruire una storia con i resti del linguaggio e gli avanzi dell'esperienza. In Turistas i personaggi parlano di politica, amore, sessualità, promesse, tradimenti, guerre, genitori, omicidi, eroi lontani, musica e morte. I turisti sono lontani dal mondo e, in un certo senso, questa distanza forse permette loro di vedere più chiaramente, anche nella confusione. La fragilità di questi uomini bianchi, biondi, con gli occhi chiari, non tanto eterosessuali, ma nemmeno il contrario, ci dà la possibilità di perderci sapendo che si ritorna sempre da qualche parte, in qualche punto dello spazio, anche nella desolazione dei giorni; con la certezza e l'obbligo di cercare costantemente e ostinatamente una qualche forma di felicità.
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