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Otogi, come un chicco di riso

Compagnia CreAzione Teatro

Genere Teatroragazzi (8-12) Prosa Figura
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Regia: Theano Vavatziani

Drammaturgia: Elena Cristiani

Attori: Elena Cristiani

Altri crediti: Regia Theano Vavatziani Scenografia Alessandro "sig. Formicola" Sanzone

Parolechiave: teatroragazzi solitudine trasformazione narrazione rinascita

Produzione: Produzione CreAzione Teatro Di e con Elena Cristiani

Anno di produzione: 2023

Genere: Teatroragazzi (8-12) Prosa Figura

SINOSSI

Otogi è un’anziana cuoca che ci apre le porte della sua casa e della sua vita, ci fa sbirciare nella sua cucina che profuma di riso, e si presenta al pubblico in un’apparente solitudine che nasconde la conoscenza di creature invisibili che animano il suo mondo. Partendo dalla riscrittura delle fiabe giapponesi, lo spettacolo crea un ponte tra la cultura orientale e quella occidentale, utilizzando il riso come simbolo di connessione e di cambiamento. Attraverso le storie di personaggi come Aoyagi, lo spirito della donna salice, e Tanuki, una creatura metà cane e metà procione, il pubblico viene coinvolto in un intreccio di narrazioni che esplorano il tema universale della trasformazione, della morte e della rinascita.
Otogi è un personaggio che pare solo, in attesa in un limbo personale fatto di gesti semplici e ripetitivi eppure al contempo la sua casa è abitata da questi spiriti antichi che sembrano volerla accompagnare attraverso i suoi ultimi giorni come Otogi, prima di poter a sua volta unirsi a quegli stessi spiriti che l’hanno accompagnata, silenziosi ma sempre presenti, per tutta la sua vita.

NOTE DI REGIA

La cultura giapponese e il suo folklore esaltano per loro stessa natura il racconto del fantastico e l’esplorazione del mistero dell’esistenza. I suoi personaggi sono spiriti eterni che si mischiano tra gli uomini senza farsi riconoscere: eternamente presenti, eternamente nascosti.
Così in Otogi ecco che ci troviamo alla presenza dello spirito del salice con la sua storia malinconica fatta di scoperta, abbandono e lutto o del furbo Tanuki che sa premiare la bontà che sboccia più grande negli umili. Questi spiriti vivono con una donna, una cuoca, con il suo sapore semplice e le sue giornate apparentemente tutte uguali. Eppure anche lei sembra possedere le caratteristiche degli spiriti, una consapevolezza che va al di là del mondo materiale, che sa di magia e di rinascita.

Trasformazione, rinascita e consapevolezza sono i temi che si snodano davanti ai piccoli spettatori, si mostrano per immagini, metafore e racconti in apparenza così leggeri e in realtà così densi di quel significato che il cuore puro di un bambino può cogliere meglio di chiunque altro.

LE TECNICHE

Lo spettacolo è improntato come uno spettacolo di teatro d’attore con l’attrice sola in scena che dà vita ad un personaggio che ci racconta di sé, della sua vita e che ci porta all’interno di antichi racconti del folklore giapponese. All’interno di questi miti classici giapponesi si sviluppano anche tecniche di teatro di figura quali l’animazione d’oggetto, il lavoro con un puppet e il teatro in maschera.

ONERI SIAE

Il testo teatrale “Otogi, come un chicco di riso” e le musiche utilizzate non sono soggette a SIAE.

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