Regia: FRANCESCO NICCOLINI
Drammaturgia: MARCO VALERI e FRANCESCO NICCOLINI
Attori: MARCO VALERI
Altri crediti: SCENA E COSTUME: EMANUELA DALL'AGLIO FOTO E VIDEO: OSCAR FRIZZI
Parolechiave: BASAGLIA, SALUTE MENTALE, CASA FAMIGLIA, ADOZIONE, PAZZIMATTICOMIO
Produzione: FONDAZIONE ACCADEMIA DEI PERSEVERANTI FONDAZIONE SIPARIO TOSCANA in collaborazione con: FESTIVAL MONTAGNE RACCONTA, ASSOCIAZIONE CULTURALE LE OMBRIE, ASSOCIAZIONE CULTURALE I GUASTAFESTE ETS
Anno di produzione: 2024
Genere: Teatroragazzi (12-99) Prosa
Nella stessa via e nello stesso stabile in cui un tempo c’era una casa famiglia, ora sorge una libreria, anzi per l’esattezza una libereria (perché i libri liberano la mente e appartengono non a chi li scrive ma a chi li legge), la Libereria di Via dei Matti 43.
Il proprietario si chiama Simpliofonte Patù Ghirigoro: è cresciuto all’interno di quella casa famiglia, dove per alcuni anni hanno vissuto un gruppo di ragazzini con disturbi mentali e comportamentali, ognuno con la propria stranezza e il proprio talento, come spiegava loro il Direttò, un uomo buono come il pane e grande come una montagna che a quei ragazzini voleva un bene dell’anima: Fumen-tino, in cerca di sigarette, Lupin che ruba per gli amici suoi, Simpliofonte che vede i fantasmi ed è lievemente schizofrenico, Angelo che non parla ma fa disegni meravigliosi, ed ElseMerilin, che dice troppe parolacce, beve quello che un bambino non dovrebbe bere e le piace fare il bagno nella vasca e non la doccia. Quant’è bella, ElseMerilin...
Ed è proprio quando ElseMerlin riappare nella Libereria portando a Simpliofonte dei giornali di vent’anni prima che inizia la storia.
Scopriamo così che la casa famiglia era stata chiusa dopo un controverso caso di adozione che aveva portato a un tragico evento. Così i destini di questi ragazzini non si sono più incrociati per molti anni, quando l’arrivo burrascoso nella Libereria di un ragazzino biondo biondo rimette tutto in mo-vimento: ricordi, fantasmi, dolori e amori. Il furto di un cappello, un disegno, un album illustrato e quel biondino silenzioso bastano per mandare all’aria la tranquillità di Simpliofonte, della Libereria e di tutta Via dei Matti, una tranquillità costruita con tanta fatica e già in pezzi.
Così, al ritmo di una giostra impazzita, Marco Valeri – narratore aquilano – racconta la storia pre-sente e passata di Via dei Matti e dei suoi vivacissimi abitanti, tra risate singulti e accenti strani, parole immaginarie e destini fragili, sempre con il batticuore. MammaMaestra, un cappellaio oscuro, monsieur Maginoz e i buffi clienti della Libereria fanno tutto il resto.
Il risultato è un racconto poetico, tenerissimo e indifeso sull’infanzia negata, su come è difficile libe-rarsi dagli incubi e dalla violenza quando la violenza è chiusa tra le mura domestiche e da fuori non si sentono i singhiozzi. Eppure, la Libereria di Via dei Matti 43 di Simpliofonte Patù Ghirigoro sta proprio qui a dimostrare che cuore e amicizia, tenerezza e generosità sono l’unico rimedio che può salvarci la vita.
Informazione riservata agli Organizzatori
Non è stata caricata nessuna recensione
Informazione riservata agli Organizzatori