Regia: Elena Borgogni
Drammaturgia: Elena Borgogni
Attori: Elena Borgogni Jérémy Braitbart Angelo Romagnoli Sebastien Weber
Altri crediti: selezionato dall'Italia dei Visionari sostenuto da: Teatro Comunale Nuova Accademia degli Arrischianti Teatro Comunale Ciro Pinsuti Compagnia Corps Rompu Centro di residenza della Toscana (Armunia - CapoTrave/Kilowatt) Prima Onda fest
Parolechiave: amore,solitudini,patriarcato,narcisismo,incomunicabilità
Produzione: Prodotto dalla Compagnia DE-MENS THEATRE e dal Theatre Romain Rolland di Villejuif con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati Equipe: 4 attori 1 sopratitolatore 1 creatore luci 1 tecnico suono
Anno di produzione: 2024
Genere: Prosa Danza Teatro-danza Performance
Resta è uno spettacolo in cui le arti si contaminano l\\\'un l\\\'altra. Il Tango entra nel Teatro e si lascia destrutturare, la parola risuona al ritmo del Gumboots, e la demenza senile risponde a patterns propri alle danze urbane. Contaminazione e improvvisazione sono le parole chiave del nostro modo di lavorare, di creare.
Quella di Resta! è una storia di famiglia. Tre generazioni, padre, figlio e nipote. La trasmissione del maschile in questa famiglia si è fatta omettendo un fattore importante: l’amore. E così la solitudine diventa un fattore ereditario.
Così il nonno, ex Capitano di Vascello, ha marcato il figlio a fuoco con disappunto e durezza.
Quest’ultimo, Paul, brillante uomo d’affari, nasconde un tarlo dietro una facciata di perfetta e sfacciata disinvoltura. Estraneo agli affetti, convinto intimamente di essere un fallimento agli occhi del Capitano, reitera come una macchina le modalità cui è abituato: è un padre assente che appena può fa pesare al figlio Come tutta la sua inadeguatezza.
Côme, di riflesso, è un giovane insicuro, che in presenza del padre perde ogni mezzo e si chiude a riccio tra un tic e un loop. Vive isolato nella realtà virtuale, dentro i suoi visori si apre come una farfalla, vola, incontra amici, salta e combatte, danza… dentro quella dimensione alternativa può tutto. Ma quando ne esce cosa gli resta?
Una sola è la donna che incontriamo in questo viaggio, Sofia, sfrontata e libera, che ride forte e vive pienamente le sue passioni. La storia con Paul la cambierà per sempre. Lui, narcisista perverso, concepisce gli altri come accessori al suo ego smisurato, non ama, possiede, non chiede, prende. Da questa relazione di Sofia non rimarrà che il guscio, vuoto. Una danza tra Eros e Thanatos.
Come una ferita, la demenza senile apre una breccia nella corazza del Nonno, austero, inaccessibile e lascia intravedere un uomo che ha ceduto in gioventù ad una grande passione, il mare. Il Capitano, cambiato ormai, pensa di essere ancora sulla nave, in servizio, a tratti scambia il nipote per un mozzo o per il figlio Paul. E così, finalmente, ne parla con amore, per lui ha grandi speranze. Cosi, vicini alla fine, nonno e nipote si incontrano si conoscono in una zona franca, che si chiama demenza. Stretto nella morsa tra i due c’è Paul, svelato ormai per quello che è e incastrato senza possibilità di riscatto, nella sua feroce solitudine. Partenze, assenze.
La compresenza della lingua francese, comune ai più giovani, e italiana crea diversi livelli di comunicazione e possibilità di fraintendimento che sono tipiche del decadimento cognitivo. Ogni personaggio è inizialmente chiuso nel suo piccolo habitat, accogliente, rassicurante, stabile. Ma simili a stanze mentali, le geometrie sulla scena si scompongono e ricompongono con movimento caleidoscopico e finiscono per contaminarsi l’un l’altra.
Come in un disco rotto, i personaggi precipitano in sequenze ripetute. Nel nastro di una vecchia cassetta, rewind e forward sono imperfetti.
Informazione riservata agli Organizzatori
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