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Per sempre Tina

arianna pollini

Genere Prosa
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Regia: Arianna Pollini

Drammaturgia: Arianna Pollini

Attori: Arianna Pollini

Altri crediti: Il testo nasce dal laboratorio di scrittura Montagne Racconta edizione 2023, condotto da Francesco Niccolini Sguardo esterno alla regia: Claudio Milani coaching Paolo Antonio Simioni costume Augusta Selva Luci Bruno Verona e Riccardo Zappa

Parolechiave: fotografia, fuoco sacro, militanza, fratellanza, passione

Produzione: Prodotto da VIRA TEATRO associazione culturale fondata da Arianna Pollini e Ivana Franceschini

Anno di produzione: 2024

Genere: Prosa

Lo spettacolo è ispirato alla vita di Tina Modotti, celebre fotografa e militante del partito comunista, nata a Udine nel 1896. In questa narrazione di se stessa, Tina mette l’accento sulla sua esperienza di donna, di fotografa e di comunista. Nel racconto hanno grande rilevanza le relazioni, anche quelle con gli uomini che hanno segnato la sua esistenza. A condurre lo spettatore dentro la trama della sua vita è il suo pensiero che, per associazione, passa da un episodio all’altro, donando allo spettatore, con le prime battute dello spettacolo, una precisa bussola di coerenza narrativa.
È un racconto che sembra nato dalla fantasia di uno scrittore, e che sorprende per la sua continua evoluzione e trasformazione. Il coinvolgimento narrativo porta ad appassionarsi alla vita di Tina, posta continuamente davanti a prove straordinarie. Ogni passaggio della sua esistenza conduce chi ascolta in scenari di una vitalità fuori dal comune: Udine nei primi anni del Novecento, la fame e la povertà dei quartieri operai; San Francisco, la Little Italy e il teatro; Hollywood e il cinema muto ai suoi esordi; Edward Weston e la fotografia; Città del Messico e il Rinascimento messicano; Antonio Mella e la militanza nel Partito Comunista; l’esilio a Berlino negli anni trenta; Mosca, il suo impegno politico e la vita clandestina durante la militanza nel Soccorso Rosso Internazionale; la Guerra Civile in Spagna, dove si adopera senza sosta; il ritorno in Messico e la fatica degli ultimi anni.
Il racconto conduce lo spettatore fino all’inesorabile: la sua morte, da sola, in un taxi a Città del Messico.
Lo spettacolo è una narrazione sospesa, fatta di gesti eterei che danno vita all’invisibile e che si chiude là dove ha avuto inizio. Un racconto circolare che assorbe lo spettatore. Un monologo ricco di umanità, che lascia inevitabilmente spazio a profonde riflessioni.
𝑁𝑢𝑡𝑟𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑇𝑖𝑛𝑎 𝑀𝑜𝑑𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑢𝑛 𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑡𝑖𝑚𝑎, 𝑎𝑚𝑚𝑖𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑒𝑚𝑝𝑎𝑡𝑖𝑎, 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑜𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎, 𝑠𝑜𝑟𝑝𝑟𝑒𝑠𝑎, 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑒̀ 𝑙’𝑒𝑠𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑣𝑖𝑠𝑠𝑢𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑠𝑖𝑡𝑎̀, 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑎𝑟𝑚𝑖𝑜, 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑣𝑜𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎, 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎̀.


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