Regia: Silvia Battaglio
Drammaturgia: Silvia Battaglio
Attori: Silvia Battaglio - Amina Amici
Altri crediti: Ideazione, scrittura e regia Silvia Battaglio/Riferimenti letterari Ariel Dorfman, George Orwell, Cormac McCarthy, Christa Wolf, Bertolt Brecht, Samuel Beckett, Friedrich Durrenmatt/In scena Amina Amici, Silvia Battaglio/Disegno luci Tommaso Contu/Spettacolo vincitore \\\'Premio Drammaturgia Contemporanea e Teatro di Figura – Otello SARZI\\\'/Coproduzione Fondazione SARZI/In partenariato con Fondazione I TEATRI di Reggio Emilia, ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione, FTS Fondazione Toscana Spettacolo, Teatro Akropolis, DRAMMA.IT, UNIMA Italia/Con il supporto di Teatro Akropolis e Teatro Area Nord nell\\\'ambito del Progetto CURA/In collaborazione con TAD Residency / Teatro Tascabile di Bergamo, Contemporary Locus, Festival Danza Estate/Con il sostegno di TAP Torino Arti Performative, Regione Piemonte, MIC Ministero della Cultura
Parolechiave: teatro danza/teatro di figura/drammaturgia contemporanea/guerra/confini/famiglia
Produzione: Coproduzione Fond. SARZI/In partenariato con Fond. I TEATRI di Reggio Emilia, ERT, Teatro Akropolis, DRAMMA.IT, UNIMA Italia/TAD Residency / Teatro Area Nord
Anno di produzione: 2023
Genere: Teatrodanza Figura
DALL\'ALTRA PARTE, presentato in prima nazionale nel novembre 2023 all\'interno del FESTIVAL APERTO – FONDAZIONE I TEATRI DI REGGIO EMILIA, ottiene il riconoscimento del ‘PREMIO DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA E TEATRO DI FIGURA - OTELLO SARZI’.
Una casa separata da un confine, che l’uomo ha deciso a seguito di un temporaneo armistizio, diventa metafora dell’attesa, di un’esistenza sospesa, in bilico tra realtà e illusione, in cui si possono scorgere i resti di qualche vecchio elemento d’arredo, mentre tutto intorno risuonano le voci, i boati, le sirene di un campo di battaglia. Atom e Levana, superstiti di uno scenario quasi apocalittico, sono due tragicomici sposini, impolverati e sbilenchi, riaffiorati dalla ‘porta del tempo’ di un vecchio film muto, riemersi da una valigia piena di ricordi, per raccontarci la storia della separazione da un figlio smarrito tra i boati di una guerra di cui non ricordano il nome. Perennemente alla ricerca di un modo per colmare l’assenza dell’amato figlio, Atom e Levana trascorrono il tempo dentro la loro piccola casa rotta, ammaccata e consumata, in attesa che il figlio torni a illuminare di speranza il presente. C’è una guerra dunque, da qualche parte nel mondo, che alimenta una dimensione di costante smarrimento, in cui Atom e Levana sono condotti a vivere una routine scandita dalla monotonia di azioni ripetitive e meccaniche, incarnando di fatto una condizione del tutto umana e attuale. Sebbene indotti a trascorrere la loro quotidianità nella più totale incertezza, Atom e Levana sono mossi dal perpetuo desiderio di ricongiungersi al figlio, di arrivare dall’altra parte, di ricostruire quell’idea di unità affettiva che permetta loro di sentirsi nuovamente insieme e in pace. Perennemente in bilico tra ciò che è stato e che non è più, l’esistenza precaria di Atom e Levana ha bisogno di essere reinventata con l’unico mezzo ancora possibile, l’immaginazione: ed è proprio attraverso la loro fulgida immaginazione che i due personaggi riescono a costruire una nuova esistenza, fantasticando le cose più strane e bizzarre, fino a immaginare che i loro abiti dismessi possano dar vita perfino al corpo del figlio lontano. L’idea registica, che sottende la costruzione dello spettacolo, individua idealmente la scansione temporale della pièce mediante una suddivisione in tre atti in movimento (Sempre insieme; Terra di confine; Figlio), all’interno dei quali, attraverso uno stratificato lavoro drammaturgico, scorrono gli snodi narrativi del racconto. Lo spettacolo, frutto di una commistione tra teatro, danza e teatro di figura, mira alla codificazione di un linguaggio ibrido in cui oggetto inanimato e corpo umano possano dialogare creando molteplici significati e articolazioni con lo spazio scenico ed evocando al contempo differenti piani di realtà,attraverso i quali veicolare le tematiche presenti nell’opera di Ariel Dorfman, al fine di suscitare una profonda riflessione sul presente, su noi stessi e sul mondo.
Informazione riservata agli Organizzatori
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