Regia: Eleonora Gusmano
Drammaturgia: Ania Rizzi Bogdan ed Eleonora Gusmano
Attori: Ania Rizzi Bogdan e Killa Emanuela Paz Alvarez
Altri crediti: aiuto regia Lorenzo Del Buono responsabile tecnico e audio Alessandro Romano consulente storico Enrico Bonanate
Parolechiave: integrazione, identità , straniero, accettazione, confine interiore
Produzione: focus 2 con il sostegno del Teatro Trastevere e Spin Timelabs
Anno di produzione: 2023
Genere: Teatroragazzi (10-16)
Il ritorno di Anicka, è il progetto di ricerca che aspira a raccontare la vicenda biografica di Ania Rizzi Bogdan, della sua famiglia, dell’Ucraina degli anni ‘90, come paradigma per indagare il frastagliato concetto di identità .
Un’identità sul confine in quanto Ania è figlia di genitori ucraini e russi, un’identità controversa nel momento in cui emigra in Italia e cambia il suo nome, la sua lingua e acquisisce una nuova cittadinanza.
Il ritorno di Anicka è da una parte lo spettacolo che Ania decide di mettere in scena per riavvicinarsi alle sue origini, per attraversare la distanza che si è creata tra la Ania trasferitasi a Roma nel 1992 e la bambina Anicka di Troieschina (quartiere di Kiev) in cui è cresciuta.
Ania non è la sola interprete dalla sua storia.
Già in prima battuta dichiara la volontà di voler raccontare se stessa attraverso il corpo di un’altra attrice e si mette alla ricerca così della sua piccola Anicka (nomignolo della sua infanzia).
Anicka dovrà essere bionda, lineamenti sovietici, esperta di ginnastica artistica.
Ma l’unica candidata a proporsi al casting è Killa Emanuela Paz Alvarez, che non rispecchia nessuna di queste prerogative: è bruna, occhi a mandorla, non è una ginnasta e neanche un’attrice professionista, parla spagnolo, ed è discente e custode della memoria dei nativi Chavin delle Ande.
E’ proprio l’identità sul confine ad accumunare le due, una doppia lingua madre, un doppio cognome indice di una doppia nazionalità di cui sembrano sentire più il peso che la ricchezza.
Ania dopo una resistenze iniziale acconsente a portare la ragazza Indios con sé, e hanno inizio le prove.
Ania e Killa si confrontano con i protagonisti dell’albero genealogico di Anicka, ne tracciano una geografia familiare, utilizzano diapositive di foto originali, indossano i loro panni, e li dismettono. La storia individuale della famiglia Bogdan si staglia sull’orizzonte delle vicende storiche dell’Urss, l’indipendenza Ucraina, i lunghi viaggi in treno verso Mosca, e infine, l’arrivo a Roma confrontandosi con quelle della famiglia Paz Alvarez.
Ma l’attraversamento di questo percorso non sarà facile: Ania e Killa dovranno mettere in crisi profondamente le loro certezze e i loro confini emotivi e strutturali per incontrarsi davvero, aprendo il confronto a interrogativi nodali circa la nostra indagine.
Killa rappresenterà così la rivincita teatrale di Ania, il suo riscatto all’interno di un racconto inclusivo che si propone di abbracciare la complessità e la differenza come ricchezza autentica,
attraverso la nascita di una nuova Anicka, che sia figlia delle esperienze di entrambe.
Ania e Killa si confrontano per trovare la risposta al " chi sono io e da dove vengo " cercando di diventare cittadine del mondo dove le proprie origini, la propria memoria si mescolano all'attuale cultura e luogo di vita.
Informazione riservata agli Organizzatori
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