Regia: Michele Casini
Drammaturgia: Michele Casini
Attori: Michele Casini
Other credits:
Key words: musica, opera, conferenza
Production: Laboratori Permanenti
Year of production: 2014
Theatrical genre: Other
Laboratori Permanenti propone, dal 2014, una serie di conferenze spettacolo la cui narrazione è affidata a Michele Casini.
Una serie di incontri con il pubblico per esemplificare la struttura, la comunicativa e la presa teatrale dell’opera lirica. In ciascun incontro il giornalista narra genesi, trama e caratteristiche musicali e teatrali di una celebre opera lirica, contestualizzandola nel periodo storico in cui venne composta e fornendo notizie sulle più importanti interpretazioni dell’opera in oggetto. La conferenza-spettacolo è corredata da filmati tratti da celebri allestimenti realizzati nei più importanti teatri lirici del mondo.
Proposta 2024 - tre incontri specifici per il centenario pucciniano
La Bohème è un’opera in quattro quadri di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Ispirato al romanzo di Henri Murger “Scene della vita di Bohème”,
il 1º febbraio 1896, La Bohème fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino, diretta dal ventinovenne maestro Arturo Toscanini, con buon successo di pubblico, mentre la critica ufficiale, dimostratasi all'inizio piuttosto ostile, dovette presto allinearsi ai generali consensi.
È un’opera per molti versi anomala, all’interno della carriera di Giacomo Puccini, “La fanciulla del West”: fu composta dopo che al maestro, durante un tour statunitense nel 1907, accadde di assistere al dramma di David Belasco “The Girl of the Golden West”, che lo entusiasmò. Puccini incaricò il poeta Carlo Zangarini (cui subentrò in un secondo tempo lo scrittore toscano Guelfo Civinini) di preparare il libretto. “La fanciulla del West” fu rappresentata per la prima volta al Teatro Metropolitan di New York il 10 dicembre 1910, diretta da Arturo Toscanini con il grande soprano boemo Emmy Destinn, il famosissimo tenore Enrico Caruso e l’altrettanto celebre baritono Pasquale Amato. Enorme e immediato il successo.
Turandot, una favola tragica, disseminata di principi morti per volere della bellissima e solitaria principessa, figlia dell’imperatore di una Cina di fantasia. Turandot è un’opera “incompiuta” perché il Maestro Giacomo Puccini morì nel novembre del 1924, colpito da un tumore alla gola. Lasciò 23 foglietti di appunti sul possibile finale. Si cimentarono nella possibile ricostruzione il compositore napoletano, Franco Alfano, che negli anni Venti scrisse due finali, e Luciano Berio nel 2001. Ma il vero finale è proprio quello che non c’è. Resta il mistero su ciò che Puccini pensava per la sua Turandot.
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