Regia: Versoriflesso
Drammaturgia: Francesca Mignemi
Attrici: Eleonora Landi Elisa Pastore Jessica Sedda
Altri crediti: Tecnico: Domenico Indiveri Lo spettacolo è stato prodotto con il sostegno dell’Associazione culturale Artesia Sicilia.
Parolechiave: silenzio, dialogo, donne, fratello
Produzione: 2022 partecipa al festival “Inventaria” di Roma presentandone uno studio. 2023 partecipa ad una residenza artistica presso Artesia Sicilia. Nel 2024 debutta nella rassegna off di Teatro fuorirotta.
Anno di produzione: 2024
Genere: Prosa
Una festa di compleanno.
Nell’aria suoni fastidiosi e silenzi assordanti, un messaggio vocale lasciato in sospeso, un numero di telefono inesistente.
Siamo davanti a una madre, una figlia, un’amica ma c’è anche un assente a questo ritrovo.
Filo rosso che le lega è una perdita: la perdita di un figlio, di un fratello, di un amico.
L’apparente impossibilità di affrontare domande che arrivano solo dopo 5 anni.
Una realtà quotidiana, non extra-ordinaria, dove le parole mostrano tutta la loro incompletezza di fronte al mondo interno dei personaggi.
Il discorso esplode in monologhi dove i personaggi si confessano a se stessi, fino ad arrivare finalmente ad instaurare tra loro un vero dialogo e ad aprirsi ad un futuro che non vediamo, ma intuiamo.
Lo spettacolo vede tre donne in scena e pochi ed essenziali elementi scenografici.
I personaggi, che si muovono all’interno di uno spazio che ricorda una sala da pranzo e che non vedremo cambiare mai, stanno celebrando un compleanno. In quest’interno pseudo-realistico la situazione ci evoca un ambiente soffocante dove sembra che il tempo non scorra. La volontà di agire di un personaggio si scontra con la volontà di temporeggiare di un altro, il non agire di un terzo personaggio si scontra con la volontà di scatenare una reazione che possa smuovere la situazione di stallo corrente.
Questo è il piano di tensione sotterraneo di un dramma familiare che nel qui ed ora scenico dei personaggi non si esplicita facilmente, ma che si svela invece tassello dopo tassello allo spettatore attraverso i monologhi di queste tre figure che dilatano il tempo con pensieri interiori, flashback, ricordi o racconti che diventano testi rap. Si attua così un’apertura al pubblico in cui ogni personaggio, con la modalità che lo contraddistingue, esprime il suo sentire privato: svela ciò che realmente pensa o ha pensato, ciò che vorrebbe succedesse ma che non può esprimere intorno a quel tavolo
Il passaggio tra quelli che si possono definire “discorsi privati” ed il dialogo/azione che accade durante il compleanno, avviene attraverso sia l’utilizzo del microfono che della luce: essi diventano elementi drammaturgici ed interpretativi che spostano l’universo sonoro ed isolano l’ambiente circostante per amplificare e sviluppare le note più intime dei personaggi.
Infine, il sistema di suoni inseriti nello spettacolo, distinguibili tra quelli del ricordo nelle bolle monologanti e quelli d’ambiente, è anch’esso portatore di immagini e contribuisce ad accompagnare lo spettatore nella fruizione di questa mise en éspace.
Informazione riservata agli Organizzatori
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