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Secondo Luca

Teatro dei Lupi

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Alberto Corba

Drammaturgia: Alessandro Mauri

Attori: Claudio Gay Bianca Serfilippi

Altri crediti: Aiuto regia: Michelangiola Barbieri Torriani Scenografia: Stefano Zullo Costumi: Daniela Lo Presti

Parolechiave:

Produzione: Teatro dei Lupi

Anno di produzione: 2024

Genere: Prosa

Maria è una giovane donna in un momento impossibile. Figlia di un padre single, orfana di madre: un rapporto simbiotico molto forte, di co-dipendenza.

Gabriele è un uomo convinto di reggere da solo l’integrità morale, economica, culturale, spirituale della famiglia Ma non è così.

Maria lo sa. Da tanti anni è un sostegno per Gabriele, preoccupata per il suo bene quanto lui lo è del suo.

Maria è quello che si definisce “una con la testa a posto”, una donna più matura dei suoi 19 anni.

Una sera ad un concerto sceglie liberamente un atto di trasgressione, di libertà.

Un unico fragile istante di gioia e possibilità. E come in una terribile punizione, arrivano le conseguenze di quel momento.

Maria ora aspetta un bambino. È spaventata. È ancora bambina di fronte all’immensità del problema che deve affrontare… ma è abbastanza matura da affrontarlo con lucidità. Maria si informa, studia la legge, studia la medicina le conseguenze di ogni alternativa possibile e si forma la propria, non semplice, opinione. Tutt’altro che a cuor leggero.

Le serve un supporto, conforto, aiuto dalla famiglia.

Affrontando il problema con Gabriele si trova di fronte un uomo in difficoltà, diviso tra i propri valori e la propria religione e l’amore per la propria figlia, il bisogno di averla ancora bambina.

La conversazione è incalzante, intensa… un crescendo emozionante di racconti, atti d’amore e prese di posizione, disegniamo il quadro potente di una famiglia in crisi, e nello stesso tempo di una società impreparata a gestire questa crisi.

Nel dissociante scenario della provincia bigotta e benestante, vediamo profilarsi l’incoerente e contraddittorio panorama della legge 194. Un impianto legale che funziona solo in teoria, sullo squallido scenario dei consultori in cui le donne vengono indottrinate e non consigliate, dei medici obiettori di coscienza in percentuali quasi assolute, e dello stigma sociale, ancora molto diffuso, legato a gravidanza e interruzione di gravidanza.

In questo quadro desolante quello che dovrebbe essere solo un momento di dialogo e di amore tra padre e figlia, degenera in un delirio da cui è impossibile evadere. E in questo delirio, il padre commette un atto atroce.

Maria viene convinta con un inganno a praticare l’aborto in casa, a mano del padre, medico anestesiologo, si risveglierà con una nuova sconvolgente realtà da affrontare. Gabriele l'ha mantenuta in coma farmacologico fino al superamento del terzo mese di gravidanza, limite legale per praticare l’interruzione volontaria e ora entrambi si trovano ad affrontare un mondo irreparabilmente corrotto, rovinato come il rapporto tra padre e figlia.

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