Regia: Silvia Cunsolo e Alice Di Stefano
Drammaturgia: Silvia Cunsolo e Alice Di Stefano
Attori: Silvia Cunsolo Alice Di Stefano
Altri crediti: CREDITI: Con il sostegno di Ass. Circo Madera Coproduzione con Ass. Santa Briganti, Scenica Festival Vincitrici premi: - Scenicall 2024 - Per un teatro necessario ‘24, Festival Presente e Futuro 2024 Occhio esterno: Alessandro Maida Light designer: Rosa Vinci
Parolechiave: Società, Mostri, Dualità, Danza, Circo
Produzione: Ass Santa Briganti, Scenica Festival
Anno di produzione: 2024
Genere: Danza Teatrodanza Performance
MANIA-C è uno spettacolo di circo contemporaneo che prende forma all’interno della società della performance, dell’ansia e della solitudine: un contesto che esige efficienza, bellezza e velocità, lasciando poco spazio all’ascolto di sé e all’accettazione della propria vulnerabilità.
Attraverso un dialogo tra circo e danza, le artiste danno corpo a manie, ossessioni e modelli relazionali tossici, sperimentando infiniti modi per coesistere nello stesso spazio fisico ed emotivo.
La storia segue un\\* ragazz\\* e il suo mostro interiore – simbolo delle sue paure più profonde – una presenza opprimente che si manifesta ora come avversario spaventoso, ora come compagno di giochi, rivelando la natura ambigua e sfaccettata delle nostre paure.
Tra verticali, acrodanza e movimento, prende vita il dramma di questi due esseri speciali, che lottano per trovare il loro spazio vitale in una società frenetica e rumorosa, sempre pronta a giudicare.
In questo gioco fragile e potente tra controllo e caos, lotta e desiderio di integrazione, *MANIA-C* apre uno spazio di possibilità: un luogo in cui il corpo non si mostra, ma si esprime; in cui il mostro non va sconfitto, ma riconosciuto e accolto come parte di sé.
Nel disordine nasce un linguaggio unico e straordinario: le distanze si allungano senza mai perdersi, cantare sottosopra diventa possibile.
Un viaggio fisico ed emotivo verso un fragile ma necessario equilibrio tra lotta e accettazione, in cui il caos si trasforma in un mondo straordinario di libertà e autenticità.
Drammaturgia
Un personaggio si guarda allo specchio cercando di apparire sicuro, ma alle sue spalle si cela un mostro: proiezione delle sue paure più profonde, simbolo di una tensione continua tra controllo e fragilità. Il mostro è al tempo stesso minaccia e compagno. In scena, questa dualità prende forma in una danza mutevole, in cui i due corpi si rincorrono, si sfidano, si appoggiano.
La giacca – indossata, tolta, lanciata – diventa metafora della maschera sociale, del tentativo di adattarsi alle aspettative. Ma quella maschera diventa gabbia.
Lo spazio si trasforma insieme al rapporto tra i due: la lotta lascia spazio alla relazione. Il caos, da nemico, diventa parte integrante dell’identità. La paura e il disagio vengono accolti, e nel momento in cui il personaggio smette di opporsi, avviene la trasformazione: il corpo si libera, il linguaggio si espande, l’energia si riequilibra.
Non c’è vittoria né sconfitta: solo il riconoscimento dell’altro come parte di sé. Il mostro resta, ma non soffoca più. La convivenza è possibile. La pace nasce dall’ascolto e dalla possibilità di esistere anche nella propria imperfezione.
Informazione riservata agli Organizzatori
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