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LENIN

FRAUME TEATRO (REMS APS)

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Simone Miglietta

Drammaturgia: Vladimir Majakovskij

Attori: Simone Miglietta

Altri crediti: Musiche di Flavio Bianchini Scene disegnate da Simone Miglietta e realizzate dagli allievi dell'Accademia Mediterranea dell'Attore Si ringraziano le Manifatture Knos di Lecce

Parolechiave: ROSSO, STATUARIO, SOVIETICO, LIRICO, COMMOVENTE.

Produzione: Un progetto di FRAUME TEATRO (REMS APS) Con il sostegno del Teatro Pubblico Ligure e il Comune di Genova (STARTANDGO 2023)

Anno di produzione: 2023

Genere: Prosa

LA STORIA

Il 21 Gennaio 1924, si spegne irrimediabilmente Vladimir Ilic Lenin, guida dei Soviet, la quale figura aveva rappresentato la guida della Russia Serva della Gleba, il quale idolo aveva scatenato le masse ad aprire il fuoco contro gli oppressori delle officine e delle fabbriche. Il caporalato russo vede una fine, con la solidificazione del Partito Comunista e la conseguente formazione dell’Esercito Rosso. Nelle parole di Majakovskij, però, non leggiamo solo un messaggio politico. E’ palese invece la volontà di umanizzare la figura di Lenin, contrapponendosi alla triste tendenza russa a deificare il mentore popolare.



Lenin rappresenta il sogno di un paese deturpato dal caporalato e dagli abusi. Egli muore il 21 Gennaio 1924. La sua morte sconvolse il poeta, che continuerà a scrivere “parole terroristiche” contro le nuove politiche di Stalin. Non fu un caso che Majakowskij, solo sei anni dopo, fu trovato misteriosamente morto nel suo studio a Mosca. I giornali scriveranno “suicidio”, ma i colpi di pistola furono ben più di uno.



Non un Dio, non un eletto, non un tiranno che si erge sulla Torre del Cremlino, ma il primo terrestre fra i terrestri. Il poema che porta in calce la dedica al partito, rappresenta una pagina di storia singolare, che oggi può suonare antica e rugginosa, ma cela in sé i presagi di una Russia ben diversa da quella leninista; di lì a poco, sarebbe succeduto Stalin. L’ondata rivoluzionaria scatenata da Lenin, capo di partito, rappresenta nella visione razionalista di V.M., una pagina di storia in cui la Russia Comunista è immune da scandali, incolume da intrighi, unita per il fine originario e dai più definito “utopico”, della dittatura proletaria.

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