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Umana

Teatro Nudo

Opera in repertorio

Genere
Prosa Teatrodanza
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Regia: Francesca Esposito

Drammaturgia: Francesca Esposito

Attori: Anna Bocchino Clara Bocchino Carmela Ioime Lucio Se Cicco Taras Nakonechny

Altri crediti: Aiuto regia Adriana D'Agostino Musiche Cristian Sommaiuolo Scenografie Filippo Stasi Disegno Luci Tommaso Vitiello

Parolechiave: Umana, crescita, viaggio iniziatico, gestalt, analisi transazionale

Produzione: Spettacolo vincitore del Premio Regista con la A . Prod. Teatro Nudo Aps. Progetto nato nell'ambito della Scuola Elementare conservatorio popolare delle arti della scena ideato e diretto da D. Iodice

Anno di produzione: 2023

Genere: Prosa Teatrodanza

Un personaggio femminile si erge a simbolo dell'essere umano, al di là della

definizione di genere. "Umana" è una Persona. Se Ulisse è il simbolo

dell'essere umano che aspira alla Conoscenza solcando i mari del mondo, Umana è la Persona

che arriva al proprio nucleo immergendosi nelle profondità del proprio essere.



Una viaggiatrice giunta presso il Secolare hotel si trova faccia a faccia con sé stessa.



Di quanti strati si compone la natura umana? Conosciamo davvero “noi” stessi?

Quanto siamo disposti a mentire pur di corrispondere ad un'idea di noi che non ci appartiene

davvero? Siamo disposti a morire? E cosa accade quando ci allontaniamo talmente dalla nostra

natura più profonda, dalla nostra anima, che stentiamo a riconoscere parti di noi?

“Umana” è la storia dell'incontro con il sé profondo, della difficoltà di integrare le proprie ombre e

riconoscerle come parte di sé. Tali ombre, i Nascosti, abitano oltre la porta, oltre la soglia che

Umana si rifiuta di varcare, oltre la soglia che separa l’Inconscio dal Cosciente.

Umana e Flora hanno lo stesso volto (rispettivamente Clara e Anna Bocchino, le due attrici che

interpretano i due personaggi, sono gemelle omozigote) eppure non si riconoscono. Il tema è quello dell'identità dis-integrata.

In un'epoca di stravolgimenti come quella che stiamo vivendo, gli antichi

parametri per autodefinirsi sono insufficienti. E' necessario riscrivere i confini della propria

identità e integrare in sé parti che sembrano “altro da sé”, come accade ad Umana che non

riconosce in Flora la propria natura profonda, non riconosce nei Nascosti (interpretati da Lucio

De Cicco, Carmela Ioime e Taras Nakonechnyi) le forze che si muovono sotto il livello della

coscienza. Ed ecco che la soglia, questo luogo non-luogo in cui dentro e fuori si mescolano,

come la luce e l'oscurità un'ora prima dell'alba, diventa uno spazio da esplorare, in cui concetti

immateriali come “il cosciente” e “l'incosciente” trovano corpo, lo spazio di uno scontro, di una

guerra tra le forze invisibili che animano la psiche e il desiderio di oblio, di narcosi, di

incoscienza.



Elemento centrale della scena è la porta, il cardine attorno al quale ruota tutta la

scena, il centro del vortice, in una dimensione “povera” che lascia il campo al corpo, al rituale e

alla creazione collettiva. La porta santificata, la porta che separa, la porta che unisce, la porta

utilizzata come altro da sé. Si tratta di una porta scenografata con un inserto semitrasparente

che consente di creare ombre, sagome o di nascondere completamente.



“Umana” è uno spettacolo in penombra, quella penombra data dalla fiamma di una candela,

simbolo dell'incontro tra luce e tenebra. Il candelabro, portato da uno dei Nascosti, rischiara e

nasconde, rivela e cela. La fiamma dà vita al primo movimento dello spettacolo guidando

Umana nel suo viaggio.

“Umana “ è l'Umanità. E' il viaggio alla scoperta del sé.

Informazione riservata agli Organizzatori

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