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QUARTETT

Scimmie Nude

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose
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Regia: Gaddo Bagnoli

Drammaturgia: Heiner Müller

Attori: Claudia Franceschetti e Andrea Magnelli

Other credits: Traduzione di Saverio Vertone
Regia di Gaddo Bagnoli
Con Claudia Franceschetti e Andrea Magnelli
Musiche di Sebastiano Bon
Ideazione e realizzazione costumi di Francesca Biffi
Foto di scena di Marzia Rizzo

Key words: Merteuil, Valmont

Production: Scimmie Nude

Year of production: 2023

Theatrical genre: Prose

L’aspetto più interessante di questo meraviglioso testo di Müller risiede nel gioco teatrale, al contempo seduttivo e sessuale, che nasconde il vero tema dell’opera. Questo prende corpo a poco a poco manifestandosi nello sviluppo della lotta predatoria tra il visconte Valmont e la marchesa Merteuil. In un tempo sospeso, questo duello si configura come la ricerca del significato e dello scopo della nostra vita attraverso il rapporto inevitabile con la morte e con la presa di coscienza della separazione impotente dell’anima dal corpo.

La danza macabra che muove continuamente entrambi i protagonisti assume la funzione di un percorso di furiosa ricerca, in cui i due si scambiano i ruoli di vittima e carnefice, interpretando a turno tutti i personaggi: da qui il titolo Quartett.

I protagonisti scoprono i limiti della loro e della nostra umanità schiacciata tra la materialità istintiva della vita e l’impalpabilità dello spirito. Uno stato di disperato smarrimento che li obbliga ad aggrapparsi al proprio individualismo fino a sprofondare nella completa solitudine.

Questo viaggio crudele ci ha affascinato per la sua feroce semplicità che giunge poeticamente ad una filosofia scientifica dell’esistenza in cui l’anima è tutt’altro che immortale, dato che si putrefà esattamente come il corpo. Soltanto il processo di annichilimento mortale cui assistiamo nello spettacolo può liberare i due protagonisti dalla schiavitù dei corpi, dal “tormento di vivere e non essere Dio, avere una coscienza, ma nessun potere sulla materia.”

In questa infernale relazione tra l’essere ed il pensiero dell’essere, solo a tratti trovano un precario equilibrio sul filo dell’emozione con la mente ed il corpo che fanno da contrappeso. Preziosi momenti di illuminazione in cui i due nobili duellanti ci permettono di intuire l’unica possibilità per la nostra vita: naufragare nell’attimo, con la sensazione che questo ci regali qualcosa che assomigli alla felicità.

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