Nasce ma se ne accorge solo a cose fatte. Traballa tra il serio e il faceto negli anni dell'infanzia e dell'adolescenza, dove scopre il suo amore per il divano e la bicicletta, il suo sogno è una bici-poltrona che possa comodamente conciliare le sue due tendenze animali, il fancazzismo e lo sport quasi estremo. Negli anni della prima adolescenza, dopo essere stato obbligato (come tutti, quindi non si è lamentato più di tanto) a frequentare le scuole dell'obbligo (appunto), è inciampato accidentalmente nel teatro (altro suo amore). Un'ulteriore caduta è avvenuta negli anni dell'università (dei quali non ricorda molto): caduta nell'alcolismo (amore rinnegato nel tempo ma solo in parte). Dopo la laurea, sperso in bicicletta nelle nebbie del Gargano, in preda ad una crisi mistica (e di fame), senza sapere se continuare per la sua strada o mollare tutto e tornare indietro; gli apparve l'immagine di due maiali, uno bianco e uno nero, che sbucavano entrambi da un albero, indicando due direzioni diverse: il bianco la strada verso la meta, il nero la strada verso l'inizio. Il nostro, preso da atroci convulsioni e insistenti gorgoglii allo stomaco, decise di seguire la strada indicata dal maiale bianco (anche se era rosa) e raggiunse così stremato la meta. Questo episodio venne interpretato dal protagonista della nostra storia come un segno divino, uno sprone a continuare per la sua strada. Ma qual era la sua strada? Bisognava scandagliare tra i suoi amori e trovare la via per il futuro. Divano e bicicletta, i suoi primi amori, erano stati esplorati e quello che rimaneva inesplorato: l'alcolismo, in un momento di lucidità, venne scartato, rimaneva il teatro. E così: Accademia Teatrale Veneta (2014) e dal 2014 ad oggi ha portato avanti la sua passione, come: attore, autore, regista e insegnate; collaborando con varie realtà veronesi (Fondazione Aida, Ippogrifo produzioni, Bam!Bam!Teatro, Casa Shakespeare, Fucina Machiavelli) e nazionali (Teatro Stabile del Veneto-Teatro nazionale, scuola civica di cinema di Milano "Luchino Visconti", Accademia Teatrale Veneta); scrivendo testi teatrali, lavorando come attore in spettacoli per tutte le età e come insegnate per tutti i gusti. Ha cercato di portare il teatro fuori dai teatri, nelle piazze, nei bar, al mare, in montagna, dentro le centrali idroelettriche; perché il teatro lo facevano i primi ominidi nelle caverne e non è ancora morto, anche se non si sente troppo bene.