Elvira Scorza, Cosenza 1992. Dopo la maturità classica consegue la laurea al DAMS – Alma Mater Studiorum - Bologna con una tesi sulla correlazione semiotica e antropologica tra esperienza teatrale e sordità riportando il caso dell’attrice sorda Emanuelle Laborit (votazione di 110 su 110 con lode). Durante gli anni universitari incontra la compagnia Teatro dell’Argine - con loro sviluppa un percorso laboratoriale che spazia dall’esperienza attorale a quella drammaturgica e registica– e svariate esperienze laboratoriali con diverse personalità tra cui Carlo Boso, Enrico Bonavera, Cristina Coltelli, Mamadou Dioume. Ammessa al triennio 2015/2018 della Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino si diploma attrice presso la stessa sotto la direzione di Valter Malosti. Tra i suoi insegnanti – oltre lo stesso Malosti: Alessio Maria Romano, Antonio Latella, Valerio Binasco, Carmelo Rifici, Filippo Dini, Massimiliano Civica. Durante il triennio, approfondisce lo studio del movimento sotto la guida di Alessio Maria Romano, incontrando tra gli altri Francesco Manetti, Michela Lucenti, Adriana Borriello, Michele Di Stefano e prendendo parte anche ad alcune produzioni degli stessi. Dopo il diploma approfondisce lo studio delle tecniche drammaturgiche e l’esperienza di studio e di compagnia con maestri quali Mariano Dammacco (Piccola Compagnia Dammacco), Gabriele Di Luca (Carrozzeria Orfeo), Saverio La Ruina (Scena Verticale), Monica Capuani. Ha lavorato per il Teatro Stabile di Torino (Licia Lanera - Roberto Zucco), il Teatro Stabile di Bolzano (Serena Sinigaglia - Macbeth), il Calatafimi Segesta Festival (Le Troiane – Fenice Teatri). Contemporaneamente ha preso parte a vari progetti indipendenti: firma come drammaturga il progetto Avesta (vincitore del bando Hangar Creatività e SmartIt Up nel 2017) e con Qui vince la sezione corti teatrali del Festival Inventaria, per poi debuttare in forma di corto al Festival Mirabilia (2019). Qui – che cosa ci faccio io qui, di cui firma drammaturgia e regia, debutta in prima nazionale nella sua versione completa nel 2020 a Festil – Festival del Litorale. Nel 2020 arriva in finale al premio CENDIC Segesta con il testo Mille papaveri rossi e firma come regista e drammaturga Bella Verona, progetto finalista Biennale College teatro 2020 basato su Romeo e Giulietta di W. Shakespeare. Con Bertoni editore pubblica il suo primo libro di poesie La fiducia dei piedi scalzi.